"A me interessa il viaggio ma anche le sue diramazioni. A me interessano le sfaccettature e i dettagli. Sprofondare nell'arte suave per riemergere di una sostanza fresca, contaminata dalle opportunità del sentire "marziale". Questo è il mio personale viaggio verso la "nera", questo è il mio piccolo contributo alla comunità del Jiu Jitsu."

martedì 11 maggio 2010

Escursioni emotive e fisiche all’XC-1

Domenica 9 maggio sono stato alla 2nda edizione delle Xtreme Combat Italia, l’XC appunto.
Dopo aver abbandonato, o meglio, rigettato i progetti che erano legati a Grappler Insider / fight or die, ero a digiuno dalle mixed martial arts ma l’occasione era ghiotta e respirare adrenalina, in taluni casi, è assolutamente terapeutico.

Così, mi sono recato al Pala Cesaroni, solida struttura ubicata nella deliziosa Genzano, comune della provincia di Roma con oltre 23 mila abitanti. Genzano è conosciuta più per le sue colorite e fantasiose infiorate (ed anche per il pane) piuttosto che per grandi eventi sportivi, figuriamoci per le mixed martial arts.
Ho avuto la possibilità di entrare ancor prima che aprissero, ufficialmente, i cancelli e ringrazio ancora Marco De Santis che mi ha concesso tale possibilità.

Ho incontrato subito Michele Verginelli, il quale ha risposto al mio saluto sempre con la sua cordiale semplicità, scherzando anche sulla sua condizione fisica a volte visibile - ma non giudicabile - anche dal colore dei suoi capelli....appena bianchi, oserei dire.
Ebbene, come non stimar questo vero guerriero, questo costrutto di volontà e dedizione. Atleta di raro coraggio ed integrità emotiva e fisica.

Una volta entrato, le prove generali, fuori e dentro la gabbia già montata, erano febbrili ma lasciavano spazio ad altri suoni e ci davano la possibilità di incontrarci, riconoscerci e scambiare opinioni e pensieri....più o meno leggeri.

Ho così incontrato di nuovo Vitaliano (Sestito) con il quale ho intrattenuto piacevoli esposizioni sulla didattica e sull'apprendimento del Brazilian Jiu Jitsu. Un colloquio utile ed interessante non solo per esprimer le nostre vedute (o percezioni) ma per riassaporare un dialogo che spesso, complice gli usi/costumi di questo periodo storico, Facebook ed in generale i social network non permettono.
Stesso "sapore" quando ho finalmente conosciuto Marco Bruschelli, verace, simpatico ed innamorato del Jiu Jitsu come pochi che ha condiviso con noi i suoi racconti e le sue aspirazioni. C'era un pò di Barra da Tijuca vicino a noi!

E' stato piacevole conoscere personalmente Ivan Serati. Dopo anni ed anni di scambi di email e telefonate, finalmente abbiamo dato forma e voce ad un volto. Ivan è un colosso di struttura, ma gentile nei modi e pacato nelle sue esposizioni. A differenza di quando combatte, non vuole liquidarti in appena 20 secondi!

Seppur volevo tener un profilo basso, mi sono lasciato piacevolmente coinvolgere come giudice di tavolo. Avventura, questa, affatto pesante, poichè condivisa con veri appassionati e l'unico intento era quello di far bene, nel migliore dei modi e nella assoluta semplicità.

Ciò non mi ha impedito di gustare i match nè tantomeno di respirare l'adreanlina ed il sudore che hanno profuso questi moderni gladiatori nel dimenar mazzate, contorsioni e pure energie di intenzione di vittoria.

E' stato splendido, ad esempio, vedere giovani come Della Gaggia e Brama darsi battaglia con rispetto e con un primordiale timore, tipico dei debuttanti. Brama conquista il match dopo aver guadagnato la posizione della monta e dopo aver lanciato quaclhe colpo. Arbitro impeccabile, a mio modo di vedere, poichè aveva ben chiaro il ruolo, cioè quello di preservare, innanzitutto, la salute fisica degli atleti.

Il livello di tensione si è poi alzato quando è entrato nella gabbia Cristian Binda, italico prefessionista di mma, dal carattere deciso, mai arrendevole. Era opposto ad un giovane sfidante croato, tale Antun Racic. Quest'ultimo, ha dato del filo da torcere al nostro atleta mostrando discrete capacità lottatorie. Tuttavia, l'esperienza e la fisicità di Cristian hanno avuto la meglio e dopo essersi aggiudicato il 1mo round, sottomette il suo avversario dalla back-mount con un classico soffocamento.

Il palazzetto si è "infiammato" quando l'atleta di casa, Simone Procaccini, è stato invitato ad entrare nella gabbia. Il suo avversario, Demic, lo affronta sullo stesso piano, quello delle percussioni. Piacevole l'incontro: dinamico, imprevedibile, di volontà, sudore e lividi. Demic conquista la vittoria approfittando di una maggiore conoscenza delle tecniche al suolo, e infatti, conquistata la posizione di monta, scarica alcuni colpi dai quali, coraggiosamente, Simone tenta di difendersi.

Ero davvero curioso di vedere all'opera Tomomi "Windy" Sunaba, solida atleta giapponese di grande esperienza e capacità. Ero curioso, anche perchè ho osservato la solidità emotiva degli atleti del Sol Levante, pronti a dar battaglia anche per una goccia di sudore. E così è stato. La sua avversaria è stata Maria Elisabete Tavares, massiccia brasiliana dalle indiscusse qualità lottatorie. Il match è stato intenso, vibrante, muscolare, tattico e il suono di sottofondo era quello indiscutibile dell'orgoglio e della sofferenza. Tomomi ha mostrato una capacità di sopportazione quando si difende da un Kata-Gatame quasi applicato alla perfezione. La giapponese resiste e per mostrare la sua vitalità non esista a colpire la sua avversaria la quale è costretta a desistere dopo minuti spesi a chiudere un soffocamento che la giapponese si rifiuta di subire. Spettacolare!
Nella 3za ripresa, la giapponese prende le misure sull'atleta brasiliana che fino a quel momento le era stata superiore. Dopo aver piazzato delle combinazione ed una efficae tecnica di calcio, l'abritro interviene decretando la vittoria a Tomomi. Esausta e felice, la nipponica si abbandonava sulle ginocchia coccolata da un pianto liberatorio. Ho applaudito con sincero trasporto.

Eravamo pronti, emotivamente predisposti e non c'è stato di meglio che accogliere il prossimo match con entusiasmo e partecipazione: Michele Verginelli vs Cristophe Daffreville. Il romano "Iron Mike" sembrava più in forma rispetto al suo avversario, un francese di cui sapevamo ben poco. Il match invece è stato intenso e ben equilibrato. Il francese non sembrava affatto intimorito nello scambio in piedi e dopo alcuni minuti ha proposto anche un solido lavoro a terra da cui però, Michele, si difende bene. Nel 2ndo e 3rzo round, Michele, seppur provato, capitalizza alcuni scambi e conquista anche la posizione della monta da cui però non riesce a finalizzare il suo avversario. Il match va comunque all'italiano, meritatamente, secondo me...e condiviso da tutti i giudici e arbitri. Dubbio non vi è!

Il pubblico non fain tempo a rilassarsi, che la speaker chiama il match clou: Matteo Minonzio vs Maro Perak. In palio, c'era la cintura XC-1 per la categoria 93kg.
Le scintille sfogate dallo sfregamento dei crani tra i 2 appena entrati nella gabbia, hanno di fatto alzato l'attenzione.
Conoscevo della "caparbietà" e la tenacia dell'atleta italiano, ma anche le capacità del croato Perak. L'incontro è rimasto aperto e ci ha fatto apprezzare un Minonzio in crescita e non disposto a difendersi ma a battersi restituendo colpo su colpo. Persino quando l'avversario gli aveva preso la schiena, l'italiano si è difeso con intelligenza e coraggio ribaltando la situazione e con volontà aveva anche provato a sottomettere il suo avversario. Stupore tra gli addetti ai lavori. Nel 2ndo round, Perak fa buon uso delle sue tecniche al suolo e sottomette Matteo con una pregievole chiave al braccio. Bell'incontro e bella intensità.

La serata è così scemata e gli spalti cominciano a mostrare i freddi scalini.
Rimaniamo in pochi e con alcuni di essi scambio opinioni, con altri scambio un rapido saluto.
Riconosco volti che ho ben apprezzato in questi anni di "trincea" e con alcuni di essi scambio volentieri 2 chiacchiere. Alcuni prospettano idee e voglia di realizzare progetti: è bello vedere intenzioni dietro parole.

Poi....è tutto veloce: prendo la macchina e mi accorgo che l'abitacolo è veramente umido. Ci credo: incredibile ma avevo lasciato il finestrino aperto. Parto verso casa con una risata amnco celata e decido - che coraggio è - di non affidarmi a sto cacchio de navigatore che mi propone traiettorie inverosimili dimenticandosi che dovrebbe invece applicare il principio dell'arte suave: minimo sforzo, massimo risultato.

Giunto a casa, non posso prima di addormentarmi, lanciare un saluto nell'aere: brindo a voi, gladiatori nella gabbia! Ma anche a noi, dentro ad altre!

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