"A me interessa il viaggio ma anche le sue diramazioni. A me interessano le sfaccettature e i dettagli. Sprofondare nell'arte suave per riemergere di una sostanza fresca, contaminata dalle opportunità del sentire "marziale". Questo è il mio personale viaggio verso la "nera", questo è il mio piccolo contributo alla comunità del Jiu Jitsu."

domenica 4 luglio 2010

Brock Lesnar vs Shane Carwin e gli anni '80

Tra le braccia della calura estiva, persistente ed avvolgente, ho seguito questa edizione dell'UFC 116 cercando sollievo emotivo, come fosse un leggero ventaglio che dona brezze artificiali.
Ero curioso di vedere come il "Broccolone" Lesnar avrebbe gestito il suo ritorno nell'ottagono, dopo una compromessa salute fisica che lo ha portato via dalle scene per lungo tempo e che aveva fatto anche ipotizzare un suo ritiro anticipato.

Ero altresì curioso di vedere questo Carwin, atleta con uno score di vittorie di tutto rispetto, affrontare uno dei miti delle masse statunitensi dipendenti da mamma-tv, che ti coccola con i suoi caldi abbracci e di buoni consigli su come un buon-vero-americano-dovrebbe-essere.

"Miseria, questo incontro è aperto a tutti i risultati!" mi son detto.

Debbo dire, invece, che la qualità dell'incontro, di per sè, non è stata esaltante. Ho visto un inizio folgorante da parte di Carwin lanciato dal suo forte desiderio di ben figurare contro un avversario che raccoglie simpatie e consensi.
Una bella combo di braccia che destabilizza immediatamente la (ex) montagna di carne e muscoli costringendola ad arretrare come avesse ricevuto uno schiaffo da un bullo di periferia che vuole scippargli la merenda.
E Carwin avrebbe potuto chiudere il match con una certa facilità vista l'incosistenza tecnica al suolo del suo avversario.
In effetti, faccio ancora a fatica a credere che Carwin non abbia provato a passare quella dannata half-guard...ne aveva la possibilità e la capacità, complice una incredibile e non giustificabile deficienza tecnica in tale posizione da parte di Lesnar. D'accordo, nell'UFC si colpisce ma, andiamo, a terra non ci si può improvvisare!
Insomma, siamo tutti d'accordo, nel Jiu Jitsu ci hanno detto "Get the position, then submission" (ottieni la posizione, poi cerca la sottomissione). Nella gabbia tale dictat potrebbe essere esteso in "Get position, then strike and maybe submit him" (ottieni la posizione, poi colpisci e - forse - sottomettilo).
Carwin ha saltato qualche passo, mi sembra.

Lesnar, che pure è molto diligente nei suoi allenamenti e la lotta l'ha sempre masticata, ha tenuto una posizione dalla mezza-guardia a dir poco ridicola, senza mai alzare le gambe e senza mai controllare le anche avversarie. Diciamo, che in prima elementare sarebbe inesorabilmente bocciato!

Grazie a Carwin, che lascia incredibilmente rialzare il proprio avversario, il primo round finisce quando Lesnar si era disposto nel "modo-sopravvivenza", cioè stanco, sopraffatto, senza volontà, spento, ipotonico e confuso tanto da essere accompagnato all'angolo.

Suona la campana del secondo round ed i due ci sembrano leggermente in debito di ossigeno, tuttavia Lesnar si apre un varco per tentare l'unica cosa che lo porterebbe in vantaggio in questo match: portare al suolo l'avversario. E ci riesce, complice un Carwin già appagato dall'esito del primo round.

Così, "Broccolone" arriva nella mezza-guardia ma, a ben vedere, mette in pratica ciò che gli hanno insegnato: controlla bene con la spalla/bibipite il mento dell'avverrsario, spinge il braccio sinistro avversario verso l'alto, introduce in suo capoccione e con il proprio collo controlla il tricipite di Carwin, si adopera poi per passare la guardia e, finalmente, raggiunge la posizione di Kata-Gatame.
Quasi da manuale, quasi perfetta la sua chiusura ed inevitabile la resa di Carwin il quale spero abbia realizzato che la prossima volta deve imparare come chiudere la mezza-guardia oltre che imparare a passare la mezza guardia.

Eh si, è sembrato tutto molto eccitante e ben felici saranno anche gli sponsor(s) ed altrettando lo sarà stato quel volpone di Dana White.
Proprio come nel Wrestling, infatti, l'eroe subisce all'invero-simile, quasi crolla, sopraffatto fisicamente e tecnicamente dal suo avversario...poi però, si riprende, imposta l'incontro e ne esce vincente contro ogni pronostico. Siiiii.....lui che festeggia, incredulo e sfinito....la sala che scoppia in un tripudio di cori. E' tutto così perfetto!
Uhmmmm...mi sembra però un terribile deja-vuè, non trovate? Quasi quasi trovo similitudini con gli incontri di Antonio Inoki nei mitici anni '80, quando in tv il grande Tony Fusaro portò il Catch Wrestling.
Tipo questo:

No no, non sto descrivendo ed ipotizzando nessun incontro combinato....oh si?
No, macchè, è solo che mi aspettavo più serietà tecnica da parte dei due atleti.
Ben altra cosa è stato GSP vs Bj Penn...o no?!
Volevo dire, che mi è sembrato più un incontro da preliminary-card che da main-card.
Chiaro, chiaro: nelle logiche del business tutto è stravolto, tutto è levigato, tutto ha un altro senso.
Ma sì, oggi fa caldo ed io ho appena finito di gustarmi un simpatico Guaranito, cosa voglio di più?

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