"A me interessa il viaggio ma anche le sue diramazioni. A me interessano le sfaccettature e i dettagli. Sprofondare nell'arte suave per riemergere di una sostanza fresca, contaminata dalle opportunità del sentire "marziale". Questo è il mio personale viaggio verso la "nera", questo è il mio piccolo contributo alla comunità del Jiu Jitsu."

lunedì 2 agosto 2010

Il senso è quello giusto?

Ma per quale meta?
A volte si perde nelle priorità e a volte nella assoluto desiderio di conquistare un podio.
Ciò è sbagliato? No, ma credo che tale obiettivo sia poco suadente, troppo calcolato e che, forse, uccida il vero senso della arte marziale che amiamo.

Sul net seguo sempre i video che propone Max De Michelis poichè molti suggeriscono evoluzioni critiche che impegnano i neuroni, evento per nulla scontato negli anni 2000.
Il video in questione è la semi-finale dei peso-leve all'europeo del 2010 targato IBJJF.
Si affrontano Micheal Langhi e JT Torres, 2 cinture nere di sicuro valore, talento, intuizione e condite come volete con altri aggettivi.
Ci si aspetta sempre molto quando si affrontano 2 stelle come i sopra citati. Ci si aspetta una progressione tecnica tale che uno dei 2 prevarrà sull'avversario attaccando qualsiasi limbo possibile.
Ci si aspetta che ogni azione tenda ad ottenere una posizione di vantaggio dove poter applicare uno dei principi di Archimede, quello della leva (anche se in tali competizioni non si vuole sollevare il mondo!).
Appunto, raccolgo il link e dirigo il mouse su play:


Per quanto mi riguarda, i miei commenti non sono entusiasti. Mi spiego meglio: i 2 sono davvero bravi, reattivi, eccellenti davvero. Hanno un futuro che è già presente!
Si cimentano in uno sport che ha determinate regole ed un sistema di punteggio ben definito. Quindi, perchè sbadigliare?
Semplicemente perchè a mio modo di vedere si è perso l'intento di una simile competizione, cioè, quello della finalizzazione. Oppure, diciamola elegantemente, la competizione "finalizzata" poi a sviluppare una mentalità di difesa personale.

Hmmmmm, lo so, pronunciare "Difesa Pessoal" oggi è fuori moda ed annoia più di una notizia sulla classe politica italiana.... Ma perchè tanta irritazione?
Sento oramai definire il Jiu Jitsu come uno sport. Miseria, questo è un vero misunderstanding, o no?
Meglio dire che lo hanno reso uno sport!
Poi, posso accettarlo o meno, ma non diciamo che tali competizoni debbano essere slegate dalla pura marzialità che sempre Helio, fino alla fine dei suoi giorni, ha esaltato. Chi di noi non ha amato Royce nelle prime versioni dell'UFC? Eravamo lì a tifare BJJ, o no? Chi di noi non si è esaltato nel vedere Werdum che applica un bel triangolone all'ultimo imperatore Fedor? Eddai, siamo sinceri!

E' pur vero che molti si sono avvicinati oramai al Jiu Jitsu senza avere velleità marziali. E di questo, quale colpa farne? Nessuna, certamente.
Eppure, io trovo una forta assonanza con ciò che asserisce il grande Xande Ribeiro: "BJJ rules are messing up what jiu-jitsu really is. People are fighting for the advantage, for ...the point and for the win, but what about attacking the arm, triangles, chokes, collar chokes? Now jiu-jitsu is all about the sweeps, about holding the legs and stalling - nobody attacks anymore. Please people, lets fight, lets see the truth. Now jiu-jitsu is reduce to halfs, fifty-fiftys, 1/4 guards. Oh my God, this is terrible, they are ruining the ART and the sport is boring. Where are the takedowns? No no, flying half guards and siting on the butt. Where are the hands in the collar, X-chokes, triangles?".
Oddio, non è che è divenuto noioso pure lui?

Comunque, io mi diverto più in palestra, quando rollo liberamente in piedi come a terra, quando non penso al mero punto ma bado alla finalizzazione o a conquistare zone superiori o a difendermi con grazia ed efficacia.

1 commento:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...