"A me interessa il viaggio ma anche le sue diramazioni. A me interessano le sfaccettature e i dettagli. Sprofondare nell'arte suave per riemergere di una sostanza fresca, contaminata dalle opportunità del sentire "marziale". Questo è il mio personale viaggio verso la "nera", questo è il mio piccolo contributo alla comunità del Jiu Jitsu."

mercoledì 20 ottobre 2010

Training-day: 19 ottobre 2010

Io e Ignazio, Maestro di Judo
Comincio a prenderci gusto e finalmente questi piedi mozzati che mi ritrovo iniziano ad essere leggeri e quasi capiscano, come dotati di intelligenza propria, dove andare per meglio costruire una tecnica.

Come ripeto, il lavoro in piedi non è di certo meno affascinante del lavoro a terra e comprendere, anche se poco, il lungo sentiero della meccanica del Judo può solo giovare al praticante di Jiu Jitsu.

Le tecniche che sto studiando sono funzionali proprio al Jiu Jitsu in quanto compromettono poco la postura e non offrono le spalle all'avversario.
Grazie alla competenza di Ignazio e Serena, ieri ho "visitato" e praticato 2 tecniche, O uchi gari e Ko uchi gari.
Ouchi-Gari


Una tecnica efficace ma che vuole comunque i suoi severi minuti di pratica ed apprendimento.
Qui, un piccolo esercizio per prendere dimestichezza con il rapido e circolare movimento delle gambe:


La stesa tecnica viene discussa e proposta in modo differente, a dimostrazione che ci sono alcune varianti a partire dalla presa, dallo squilibrio e il punto di falciata sulla gamba avversaria.
Qui la 1ma variante:


Qui, la 2nda variante proposta niente di meno che da Jimmy Pedro:


Ovvio, completando correttamente tale tecnica si finisce dritti dentro la guardia avversaria. Forse...ma qui ci viene proposta una variante interessante dove lo squilibrio è differente tanto da poter poi spostare la gamba e controllare lateralmente l'avversario:


Ko uchi gari è sempre una tecnica di falciata e, come in tutte le tecniche, necessita di un buono squilibrio dell'avversario ed una scelta di tempo ottimale.
Kouchi Gari


Qui, invece, è spiegato dal Maestro Hiroshi Katanishi:


Tali tecniche possono combinarsi in un doppio attacco rendendo lo studio ancor più interessante:


A fine lezione ho potuto fare diversi minuti di sparring in piedi e provare il difficile tempismo necessario alla buona riuscita di queste tecniche.

2 commenti:

  1. Ciao Gian Paolo! Per puro caso sono capitata sul tuo blog, tramite la pagina facebook di Fabrizio, e che dire...wow!
    Come ho già avuto occasione di dirti, trovo la tua disciplina molto interessante e, da judoka, a tratti sorprendente.
    Le nostre arti marziali hanno la possibilità di arricchirsi molto vicendevolmente, anche se penso che le tecniche che abbiamo visto l'altra sera, spiegate da questi "mostri sacri", ti siano molto più chiare ora! :)
    Come te sono "in cammino" verso la cintura nera, e spero che ci sarà presto occasione per confrontarsi ed imparare qualcosa.
    Buon allenamento!
    Serena

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  2. Grazie Serena ed è un piacere per me incontrarti anche sul web e spero avremo di nuovo la possibilità di apprendere merito ad un confronto di "stile".
    Buon allenamento anche a te.

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