"A me interessa il viaggio ma anche le sue diramazioni. A me interessano le sfaccettature e i dettagli. Sprofondare nell'arte suave per riemergere di una sostanza fresca, contaminata dalle opportunità del sentire "marziale". Questo è il mio personale viaggio verso la "nera", questo è il mio piccolo contributo alla comunità del Jiu Jitsu."

venerdì 1 ottobre 2010

Training-day: 30 settembre 2010

I giorni passano e a volte non si ha la costanza che si desidera. A volte, la costanza è minacciata da agenti "esterni" come il lavoro, la famiglia o altri impegni personali oppure da quelli "interni", come la demotivazione oppure il mancato o pacato interesse.

Non sono di certo immune da queste continue ed incessanti ed imperiture guerre e devo quindi ricordarmi continuamente quale sia lo scopo del mio impegno e come dovrei distribuire le mie energie durante la giornata.

Ieri però mi sono concentrato sulla grande possibilità di apprendere sempre qualcosa di nuovo e di nuovo il Judo mi ha entusiasmato.
Le affinità sono tali che non è possibile fraintendere concetti quali morbidezza, sensibilità, anticipo, corretta postura, squilibrio, circolarità ed altri di cui spero averne più dimestichezza.
Così, grazie alla incredibile pazienza di Ignazio e al Maestro Anastasio, ho concentrato il lavoro sulla tecnica chiamata Okuri Ashi Barai.
Okuri Ashi Barai significa letteralmente "spazzare entrambe i piedi" e può essere eseguita durante gli spostamenti laterali o in rotazione.
Qui, una didattica catturata da youtube:


A mio modo di vedere, con la poca esperienza che possiedo, la ritengo una delle tecniche migliori per cominciare a prendere confidenza con il sofisticato stile del Judo.
A cominciare dalla presa: funzionale e base di partenza per una pletora di tecniche.
Il footwork, anche se qui "pilotato" e da studio, è senz'altro utile per capire l'importanza del "sentire", della fluidità, dell'anticipo e dello spazio tra noi e il nostro compagno di allenamento.
Naturalmente, ho trovato difficoltà in tutto: dalle gambe rigide alla presa troppo dura.
Poi, alternando l'esercizio con una piccola rotazione, ho annusato la tempistica e forse è scattata una piccola intuizione che mi ha permesso di riprendere l'esercizio precedente con maggior scioltezza.

Dopo un'ora passata a roteare e a menar spazzate con l'arco plantare, avevo la testa colma di informazioni che ora devono essere digerite a sufficienza: "tante cose da fare, in così poco tempo!".

5 commenti:

  1. Ciao Gianpaolo!!Innanzitutto complimenmti per il tuo blog ricco di spunti,di esercizi tecnici e di match..ho iniziato da poco il bjj e ne son rimasto affascinato..mi consiglieresti un dvd da vedere a casa che spiega bene le tecniche di base es. come portare nella propria guardia l'avversario e poi proiettarlo, o come uscire dalla montada, magari senza tt i presupposti di tali tecniche?forse ho detto una castronata, ma mi sarebbe molto utile per non dimenticare la tecnica una volta fuori del tatami.
    Grazie 10000000
    buon allenamento!
    ciao

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  2. Beh, come consiglio ti suggerirei vivamente di trovare un maestro o istruttore qualificato. Le serie didattiche sono ottime ma dovresti essere sufficientemente abile ed autocritico per utilizzarle al meglio. Per trovarle non c'è nulla di meglio che google.

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  3. Il Judo e il Bjj non sono simili...sono semplicemente la stessa cosa! Solo con regole diverse. D'altronde la storia di queste discipline ci dice proprio questo. La stessa matrice(il JuJtsu) che Kano ha codificato creando il Judo. Il Judo poi, in Brasile, portato da Maeda, allievo di Kano, si ritrasforma in JuJtsu, Brasilian JuJtsu per l'esattezza. In un articolo su Kombatmagazine racconto un po' la storia(per chi volesse leggerla)
    kombatmagazine.blogspot.com/.../storia-delle-mma-il-conde-koma-le_18.html

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  4. Naturalmente. La matrice è identica solo che il Judo, come oggi si pratica, ha un poco perso quella visione "marziale" che invece ha caratterizzato (permettetemi) il Gracie Jiu Jitsu. O meglio, le regole delle competizioni di Judo hanno plasmato tecniche e finalità tanto da differenziarsi come stile. Un poco come nella teoria dell'evoluzione: l'antenato è in comune ma uno sciacallo ed un cane sono oggi ben distinguibili. Almeno, è quello che penso...

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  5. Naturalmente.Cambiano le finalità, cambiano i metodi. Ultimamente con le regole del Judo stanno un po' esagerando,ma ti assicuro che fino a qualche tempo fa molti Judoka "a terra" erano dei veri e propri maestri. Ora quando si va in Ne Waza ti fermano dopo qualche secondo. Secondo me c'è la volontà di differenziare maggiormente il Bjj e il Judo. Ho questa sensazione. Allora certe scelte non si spiegherebbero.

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