"A me interessa il viaggio ma anche le sue diramazioni. A me interessano le sfaccettature e i dettagli. Sprofondare nell'arte suave per riemergere di una sostanza fresca, contaminata dalle opportunità del sentire "marziale". Questo è il mio personale viaggio verso la "nera", questo è il mio piccolo contributo alla comunità del Jiu Jitsu."

mercoledì 24 novembre 2010

Considera le premesse e le conseguenze

Era un pensiero da fanciullo. E fanciullo lo ero, nel fisico e nei pensieri.
Come molti, credevo possibile tutto, persino di diventare un buon "marzialista".
Credevo addirittura che il gap tra un'atleta ed un praticante amatoriale fosse piccolo, quasi un dettaglio, una inezia, un'aberrazione linguistica.

Con la pratica, quella vera, sudata, e con l'osservazione ho impallidito e mi sono poi vergognato della semplicità del modo di pormi di fronte ai miei impegni e di quanto poco rispetto ho avuto del mio intelletto e di come sminuivo l'ego degli altri poiché il mio (ego) era sicuramente più nutrito.

Essere un'atleta, un professionista delle arene e dei tatami non è cosa da poco. E' una professione accessibile a tutti a patto di dedicarsi con assiduità ed estrema convinzione. Il percorso dell'atleta è "tutto o niente" e non ammette ossimori, non ammette indecisioni ma anzi, come ci suggerisce Epitteto, occorre una lunga e seria considerazione circa l'essere atleta (oppure sognare di vincere le Olimpiadi!).

Perchè considerare le premesse e le conseguenze?
Perchè solo così un praticante diventa un'atleta. Accetta la polvere, il virus, il demone, la fame, la sete, il sudore, il dolore, gli infortuni, le necessità, la pazienza, la sconfitta, il fato, l'accidente, la rabbia, il silenzio, il sacrificio, il mutismo, la collera, l'oblio e la gloria.
Servono spalle, gambe, braccia, addome, collo, audacia, perseveranza, dedizione, coraggio e l'uso di molteplici percorsi neuronali. Vi sembra poco? Vi sembra per tutti?

Ora taccio e condivido lo pensiero di Epitteto a tal riguardo:
"Di ogni azione considera le premesse e le conseguenze e solo così avviati a compierla. Altrimenti, sulle prime ti avvierai pieno di entusiasmo senza aver minimamente considerato il seguito, ma in un secondo momento, manifestandosi alcune difficoltà, ti tirerai vergognosamente indietro.
Vuoi vincere alle Olimpiadi? Anch'io, in nome degli dèi: è una gran bella cosa.
Ma considera le premesse e le conseguenze e solo così applicati all'impresa. Devi disciplinarti, sottoporti alla giusta dieta, tenerti lontano dai dolci, allenarti a dovere, nelle ore stabilite, al caldo, al freddo, non devi bere acqua fredda, nè vino quando capita; insomma, devi essere consegnato al tuo allenatore come ad un medico. E poi, durante la gara, dovrai "scavare la sabbia" intorno all'avversario, ti capiterà di slogarti il polso, o una caviglia, ti capiterà di mangiare molta polvere, o anche essere frustato, e dopo tutte queste cose, persino di essere sconfitto.
Dopo aver riflettuto su queste cose, se ancora lo vuoi, datti pure all'atletica. Altrimenti ti comporterai come i ragazzini, i quali prima giocano ai lottatori, quindi ai gladiatori, poi suonano la tromba, infine fanno gli attori tragici. Allo stesso modo anche tu, adesso fai l'atleta, poi il gladiatore, poi il retore, quindi il filosofo, ma con tutta l'anima, non fai nulla: proprio come una scimmia che imita qualsiasi cosa vede, ed è attratta sempre da cose diverse. Non ti sei infatti accostato a qualcosa dopo aver riflettuto e considerato ogni aspetto, ma a caso seguendo un semplice desiderio.
...Un uomo, prima considera la natura della cosa; quindi impara a conoscere anche la tua natura, per capire se puoi reggere il peso. Vuoi diventare pentatlo o lottatore? Guarda le tue braccia, le cosce, i fianchi. Per natura infatti uno è adatto a una cosa, un altro a un'altra.
... Rifletti su queste cose, se vuoi avere in cambio del loro costo l'impassibilità, la libertà, l'imperturbabilità...."

(E' possibile ammirare l'opera di Michelangelo a Roma. Qui, le info.)

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