"A me interessa il viaggio ma anche le sue diramazioni. A me interessano le sfaccettature e i dettagli. Sprofondare nell'arte suave per riemergere di una sostanza fresca, contaminata dalle opportunità del sentire "marziale". Questo è il mio personale viaggio verso la "nera", questo è il mio piccolo contributo alla comunità del Jiu Jitsu."

sabato 20 novembre 2010

Ma cos'è?

Non ho capito il senso, la trama, la regia, lo scopo, il fine, la morale, l'arte e chissà cosa altro avrei dovuto annusare in questa oscena parodia del codice marziale.

Ieri sera il canale Cielo, valida alternativa in una tv digitale povera di reali contenuti e sempre più format, ha trasmesso Redbelt, un film tutto Jiu Jitsu, mixed martial arts, onore & business. Si, insomma, una accozzaglia di questo genere.

E pure il buon David Mamet, che lo ha scritto e diretto, non è nuovo nel cinema ed anzi è stato artefice e spesso partecipe ad opere di discreto ed anche ottimo livello (come per "The untouchables") ma in questa sua (opera?) qualcosa è andato storto.
La trama è ridicola e non riesco neppure a tirarla giù qui, neanche distrattamente però vi indico un link dove farvi una idea così da rabbrividire assieme a me: http://filmup.leonardo.it/redbelt.htm.

Eppure, il cast potenzialmente poteva dare un tono più acuto, più intimo, più reale e forse un aspetto più "drammatico" che sportivo.
Ma credo che si sia persa ogni possibilità di far capire alle persone comuni, ai non addetti ai lavori, quali siano i principi (qualora vengano condivisi) della pratica marziale, del Jiu Jitsu e delle m.m.a..
A mio modo di vedere, questo film non solo ha annoiato ma anche dato una luce sinistra, non limpida di cosa siano le competizioni di m.m.a. anzi, è lecito che qualcuno cataloghi tutti come buffoni, esaltati, pronti a battersi per soldi senza esser dotati di una minima capacità di critica, di valutazione. Automi dai riflessi rapidi a cui prudono le mani e basta. Tipo "sotto il vestito, niente"!

Randy Couture che fa la parte di un cinico votato allo spettacolo che si rende ridicolo, un Dan Inosanto che fa la parte del "Professore", massima carica di grado nel Brazilian Jiu Jitsu, un John Machado coinvolto nello scontro finale con l'attore principale Chiwetel Ejiofor anche lui sotto-tono a livello recitativo, con dialoghi assenti e tecniche tute da rivedere.
Un Enson Inoue tutto sguardi, tutto mutismo e tatuaggi e pronto a consegnare una cintura rossa all'intrepido che ha emozionato il Professore. Ridicolo...davvero....imponente nella sua ridicolaggine.

Vogliamo parlare della brillante idea dei promoter di far combattere i partecipanti pescando da una ciotola una pallina? Ma che diavolo di trovata è? Dovrebbe eccitarmi il fatto che colui che la pescava nera doveva combattere con un handicap, tipo "te lego er braccio e mo te la vedi lo stesso co sto tipo che te vole brutalizzà"? SAW avrebbe fatto di meglio!!!!

Comunque, ora che l'effetto della caffeina si è affievolito, posso anche citarvi le incredibili comparse in questo in-glorioso film: Renato Magno, Frank Trigg, Gene Le Bell, Rico Chiapparelli e forse qualcun'altro che sarà stato felice di ritagliarsi i suoi 15 minuti di gloria.

Beh, qualcuno doveva comunque avvertirvi.

1 commento:

  1. Devo concordare su quello che dici... e pensare che Mamet è praticante di Bjj

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