"A me interessa il viaggio ma anche le sue diramazioni. A me interessano le sfaccettature e i dettagli. Sprofondare nell'arte suave per riemergere di una sostanza fresca, contaminata dalle opportunità del sentire "marziale". Questo è il mio personale viaggio verso la "nera", questo è il mio piccolo contributo alla comunità del Jiu Jitsu."

domenica 21 novembre 2010

Matt Hughes vs. BJ Penn - III

Hughes vs BJ
2 grandi lottatori.
Eccelsi esemplari della vivacità e della concretezza del corpo-a-corpo.
Ingegnosi atleti dell'anaerobico lavoro.
Bj sembra concentrato ed i suoi occhi tradiscono solo un poco di emozione ma telegrafano concentrazione e determinazione.
Hughes passeggia a rallentatore ma concentrato, serioso e la telecamera inquadra profili di un vero fighter.
Sono passati 4 anni dal loro ultimo match e molti bocconi han masticato i loro denti. Spesso bocconi amari per BJ Penn, piuttosto dolci per Hughes.

Potrei scrivere di altre introspezioni emotive, ma non ho tempo. Ci siamo....sono e siamo pronti!

Miseria: BJ ha ben studiato ed è veramente reattivo e manda seri messaggi, uno con un bel destro al mento di Hughes.
Hughes tenta di reagire come a dire "Aspetta un attimo, dammi il tempo di entrare...." e prova un middle-kick prontamente intercettato da un ispirato BJ Penn.
Poi, in pochi secondi, accade l'inevitabile: BJ assesta un altro destro che manda Hughes letteralmente al suolo, picchiando la testa poco distante dal piccolo ottagono disegnato dentro la gabbia.
Finito, accidenti, è finito tutto...miseria....aspetta, ma quanti secondi sono passati...?

BJ è contento come incredulo. Ha liquidato la questione della sua risurrezione in pochi istanti e forse gli occorreva tempo per capire ciò cosa comporti. Infatti, lo vediamo quasi fuggire dall'ottagono seminando tutti. Prima però, si assicura di tirar sù un Hughes che ora con lo sguardo sembra esser consapevole che tale risultato era inevitabile anche se poteva forse avere più onore.

Di lotta ne ho vista molta: quella elettrica, di intenzioni e di rapidità: Quel senso della misura tipico si degli striker, ma acquisito dall'elite dei cultori del grappling.

BJ poi ritorna agghindato di sponsor (come deve essere) e spara "I love, I love you" a tutto il suo mondo e a tutta la città di Detroit, quella stessa città che vide nascere il mito dell'UFC e delle mixed martial arts.
La bellezza di vedere gli uomini dentro un corpo di fighter: duri fuori, morbidi dentro!

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