"A me interessa il viaggio ma anche le sue diramazioni. A me interessano le sfaccettature e i dettagli. Sprofondare nell'arte suave per riemergere di una sostanza fresca, contaminata dalle opportunità del sentire "marziale". Questo è il mio personale viaggio verso la "nera", questo è il mio piccolo contributo alla comunità del Jiu Jitsu."

mercoledì 22 dicembre 2010

Piegare il gi

E' un'arte. Preziosa e degna di essere perpretata.
Laboriosa? Forse...ma sicuramente affascinante.
Piegare il proprio indumento di allenamento (gi - si pronuncia ghi) dovrebbe essere una pratica costante di ogni serio marzialista.
Gettare il gi dentro una borsa, soprattutto dopo un allenamento, è sicuramente un atto automatico, poco riflessivo, sbrigativo ma privo di quella attenzione che dovrebbe caratterizzare un cultore delle arti della guerra.


E' un poco come quando ci sfiliamo i jeans dopo una giornata di lavoro: alcuni li lanciano sull'omino di legno, altri al suolo, altri sul letto. Il tutto, con poca attenzione e segretamente sperando che non vi sia nessuna traccia quando la mattina dopo indosseremo nuovamente tale indumento.
Con il tempo e con la pazienza ho ciminciato a capire quanto tale comportamento sia un riflesso assolutamente attendibile della mia personalità, cioè, del mio "modo" di vivere e di prestare attenzione su tanti aspetti.

Il gi è la nostra seconda pelle. Ne ha le caratteristiche: dura, resistente, porosa, lacerata, umida, sensibile all'uso e al trascorrere del tempo. Dovremmo averne quindi cura, per la nostra persona e per coloro che dividono assieme a noi il tatami.
Un gi ben curato, ben piegato, senza olezzi dispone al meglio la persona, l'umore, la postura, la concentrazione. Questo è un aspetto che andrebbe sperimentato.

Al di là di queste osservazioni ed ostentazioni, pubblico alcuni video a riguardo.
Le metodiche sono diverse: si passa dal tradizionale a quello adottato dal Judoka a quello utilizzato in alcune scuole di Jiu Jitsu brasiliano.
Scegliere uno di questi è già un approccio per conoscere il proprio gi, stabilire un rapporto con il proprio gi e conoscere la nostra seconda pelle.

metodo #1:


metodo #2 (per praticanti di brazilian Jiu Jitsu):


metodo #3 (per praticanti di brazilian Jiu Jitsu):


metodo #4 (per praticanti di Judo e Brazilian Jiu-Jitsu):

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