"A me interessa il viaggio ma anche le sue diramazioni. A me interessano le sfaccettature e i dettagli. Sprofondare nell'arte suave per riemergere di una sostanza fresca, contaminata dalle opportunità del sentire "marziale". Questo è il mio personale viaggio verso la "nera", questo è il mio piccolo contributo alla comunità del Jiu Jitsu."

sabato 18 dicembre 2010

Training-day: 17 dicembre 2010

"Sono 60 gr., che faccio capo, lascio?"...rispose "Non fa niente, lasci pure buon uomo...". (tipica conversazione tra pizzicarolo ed abituale cliente)

Ecco, dopo 15 minuti di riscaldamento dinamico avverto una strana sensazione sotto l'alluce del piede sinistro.
Resisto, ed aspetto la fine degli esercizi. Poi, in un controllato gesto, scruto questa appendice del mio corpo e mi accorgo che ho lasciato sul tatami un poco di affettato.

Che strana sensazione, appunto, e quale ricordi ha scatenato.
Ricordo che tale processo abrasivo era consueto quando ero agli esordi della mia pratica con il gi.
Approdavo da esperienze senza gi, quello che una volta chiamavamo Submission Grappling, ed ero avvezzo all'uso delle scarpe da lotta: comode, resistenti, piedi al caldo e niente vesciche.

Le prime lezione a piedi nudi furono una vera tortura: vesciche ed abrasioni non solo sotto la pianta del piede, ma anche sopra, sul collo del piede, ai lati....dappertutto.
Erano lì, che mi ricordavano che dovevo evolvere, o adattare, il mio corpo ad una pratica complementare ma con regole diverse che richiedevano uno sforzo ed un grado di sopportazione diverso.

Mi ricordo anche che tali abrasioni spesso scaturivano da troppo impeto, troppa foga ed anche da una postura scorretta e pericolosa dei miei piedi e questo successivamente contribui ad accentuare qualche problema con le ginocchia, sempre molto sollecitate nella pratica del Jiu Jitsu.

Appunto...credevo che ora mai le mie membra fossero collaudate ed avessero familiarizzato con le superfici abrasive che si incontrano di tanto in tanto nelle varie sale...ed invece.....ho scoperto la vivida carne sotto l'alluce, pulsante e di un rosa scuro. Tanto per ricordarmi che ho ancora molto tempo per imparare e che ancora molto sudore e pratica potrò sperimentare.

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