"A me interessa il viaggio ma anche le sue diramazioni. A me interessano le sfaccettature e i dettagli. Sprofondare nell'arte suave per riemergere di una sostanza fresca, contaminata dalle opportunità del sentire "marziale". Questo è il mio personale viaggio verso la "nera", questo è il mio piccolo contributo alla comunità del Jiu Jitsu."

lunedì 10 gennaio 2011

Forma ed impeto

La questione strategica, secondo l'antica e travagliata saggezza cinese, è tutta una questione di "forma ed impeto".
Come afferma infatti Sun Wu "Per prima cosa, renditi invincibile, poi aspetta che i tuoi avversari siano vulnerabili".

Oggi, e solo dopo molti anni, riesco ad apprezzare tale esposto e comprendo che tornerebbe utile anche nella pratica del mio Jiu Jitsu.
Non ricordo esattamente se sono stato mai un praticante veloce, rapido, impulsivo. Il fatto che non lo ricordi è già testimonianza della mia senilità che è direttamente proporzionale alla perdita della velocità delle connessioni neuronali.
No, appunto. Credo di essere un praticante dedito al ragionamento, più simile al giocatore di scacchi che ad un vero atleta. Infatti, soffro molto contro avversari ben più rapidi di me.
Il fatto di essere solitamente un'attendista può avermi dato alcune soddisfazioni ma è oramai divenuta una necessità aver il coraggio (ma quale coraggio poi?) di cambiare attitudine e provare ad incastrare saggezza e pragmatismo. Dunque, quale miglior suggeritore se non Sun Wu?

Ad esempio, apro la guardia e comincio ad impostare la Spider-guard. L'avversario tenta di fuggire....ma devo rendermi "invincibile" quindi, tecnicamente, devo impostare la "ragnatela" e creare una fortezza.

"Rendersi invincibili dipende da noi; significa avere una fortezza completa ed inattaccabile..."

Non posso rimanere inerme: devo continuamente tessere e squilibrare il mio avversario finchè egli non si renderà vulnerabile. E in quale modo egli si renderà vulnerabile?
"La vulnerabilità degli avversari dipende da loro; consiste in slanci d'impeto che non possono fare a meno di sopraffarli. Tu trasferisci il tuo potenziale in una forma e imposti la battaglia su quello slancio".

Bene, controllo suoi bicipiti e poi inserisco un gancio. L'avversario tenta di liberarsi dalla pressione e con uno scatto rapido, voilà, tento un Omoplata oppure un triangolo. In un'azione che nella tradizione cinese vine chiamata "agire sopra i cieli".

"Quando trasferisci il potenziale in una forma, esso è profondo come un abisso e sommerso come un drago; questo è detto 'nascondersi nelle viscere della terra'. Quando inizi il combattimento con slancio, entri in azione come un vortice e colpisci come un fulmine; questo è detto 'agire sopra i cieli'" Sparire di colpo e riapparire all'improvviso, la sorpresa e la consuetudine si creano a vicenda, il vuoto e il pieno nascono l'uno dall'altro, come un cerchio senza inizio e senza fine."
Ecco, il Tao che si manifesta e l'arte dell'inganno si rende esplicita.
Sembra che per Sun Wu la guerra sia una questione di velocità, ancor più che abilità.
Infatti "La cosa essenziale, comunque, è che la guerra è una questione di velocità. Se non sei straordinariamente rapido, la maggior parte delle tue strategie verrà scoperta dal nemico. Ho sentito di azioni militari rozze ma rapide, mentre non ho mai visto un'azione portata a termine con abilità che abbia richiesto molto tempo".

Chairo...ed essenziale...veloce, direi!

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...