"A me interessa il viaggio ma anche le sue diramazioni. A me interessano le sfaccettature e i dettagli. Sprofondare nell'arte suave per riemergere di una sostanza fresca, contaminata dalle opportunità del sentire "marziale". Questo è il mio personale viaggio verso la "nera", questo è il mio piccolo contributo alla comunità del Jiu Jitsu."

sabato 29 gennaio 2011

Training-day: 28 gennaio 2011

Nonostante il mio handycap strutturale, non ho perso tempo (almeno voglio crederlo) ed ho speso il mio tempo ad immergermi in video didattici ed usufruire di quella enorme e strafottente videoteca virtuale che è Youtube.

Ho osservato i campioni della guardia aperta nelle loro performance sportive e nelle occasioni didattiche.

E' una possibilità che negli anni '80, ed anche negli anni '90, era impensabile e non era contemplata neanche nelle fantasticherie più spinte.
Dietrologia a parte, sfruttando queste possibilità si possono visionare match e carpire segreti, tattiche e strategie dei virtuosi del Jiu Jitsu brasiliano.
Visto che in questo periodo sono affascinato dall'uso della guardia aperta, seguo volentieri Roberto "Cyborg" Abreu, piuttosto che Robson Moura (solo per citarne 2) ed ultimamente anche Abmar Barbosa, atleta che ben si è distinto in molte delle ultime competizioni internazionali e che fa della guardia aperta la sua peculiarità.
Belli i suoi match poiché è un'atleta che piace essere offensivo più che attendista ed è anche (a quanto sembra) un ottimo insegnante, provvisto di vocabolario chiaro e sempre prodigo in dettagli e consigli.

Bene, ho avuto l'opportunità di insegnare e di studiare insieme ai ragazzi i movimenti "caricati" di alcuni consigli espressi da questo campione. E proprio su consiglio di Barbosa, ho riportato le sue stesse parole ai ragazzi "I principi sono questi....poi dovrebbero essere adattati alle vostre caratteristiche, come ad esempio un gancio di piede piuttosto che un altro oppure una presa sulle maniche diversa.".

A mio modo di vedere, e di sperimentare, la guardia aperta è certamente meno stabile della guardia chiusa. Nella guardia chiusa possiamo controllare il bacino/anche dell'avversario e comunque intrappolarlo e tenerlo ad una distanza che ci permette di attaccarlo con più facilità. L'avversario infatti è più impegnato a tenere la postura e a controllare le sue mani/braccia piuttosto che attaccare o superare la guardia.

Nella guardia aperta il gioco è meravigliosamente variegato e offre possibilità balistiche equamente divise per i 2 contendenti.
Occorre molto tempo per essere abili nella guardia aperta: occorre tenere d'occhio le anche avversarie, le sue braccia e le sue gambe. Non bisogna lasciare che l'avversario si allontani troppo né che cominci a giocare per passare la guardia ed occorre da subito impostare un gioco offensivo. Mica roba da poco.
E' una di quelle posizioni dove forse contano di più i movimenti dell'avversario poiché davvero cruciale se questi si alza, se poggia un solo ginocchi a terra, se si sbilancia all'indietro, se comincia ad armeggiare per superarci la guarda, se si avvicina, se si allontana....insomma, le possibilità sono tante e l'attenzione a ciò deve essere necessariamente sveglia, pronta a recepire messaggi e già a progettare contro-offensive.

Ho fatto vedere ai ragazzi un ribaltamento base e soprattutto ho cercato di evidenziare i motivi per cui tale ribaltamento spesso non trova successo. Questo perché sia chiaro quanto i dettagli siano determinanti affinché una tecnica possa realizzarsi.
Riassumendo, ai ragazzi ho voluto dire "Dobbiamo avere pazienza quando studiamo una posizione. Avere pazienza significa essere consapevoli che sbaglieremo 100 volte.
Avere pazienza significa che prima o poi quella tecnica entrerà perché avremmo familiarizzato con gli errori e semplificato i dettagli".

Abbiamo poi studiato altri 2 ribaltamenti creando una apertura spingendo il ginocchio avversario e poi come passare la guardia quando l'avversario mette i suoi piedi sui nostri bicipiti (un lavoro che spero di ripetere al più presto).

Se avessi avuto modo di portare un portatile, avrei fatto vedere ai ragazzi questi 3 match di Abmar Barbosa.
Il cultore della guardia aperta che mostra una eccezionale capacità difensiva e, pur conoscendo tecniche offensive, non riesce che metterne a segno solo un paio e spesso ricorre alla guardia chiusa per concretizzarne altre.
Tutto normale, certo, era solo per chiarire il concetto della pazienza e che nulla è definitivo, assoluto o impenetrabile.









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