"A me interessa il viaggio ma anche le sue diramazioni. A me interessano le sfaccettature e i dettagli. Sprofondare nell'arte suave per riemergere di una sostanza fresca, contaminata dalle opportunità del sentire "marziale". Questo è il mio personale viaggio verso la "nera", questo è il mio piccolo contributo alla comunità del Jiu Jitsu."

domenica 27 febbraio 2011

BJ Penn vs Jon Fitch: tanta fatica per nulla

Su BJ Penn sappiamo tutto e si è detto tutto. Sintetizzando, è stato un talento nel Jiu Jitsu, un ottimo atleta e possiede un'ottima tempistica di braccia, davvero arduo portarlo a terra dove mostra, appunto, una abilità fuori dal comune.

Fitch è un'atleta che dagli esordi ad oggi ha mostrato una professionalità da invidia. Umile ma determinato è divenuto il contendente numero uno per sfidare il trono di un impareggiabile GSP (Georges Saint Pierre).

Fitch ha delle grandi qualità tutte mischiate: un buon allungo, una buona boxe e delle ottime capacità nella lotta unite ad una capacità cardio-respiratoria no-stop!
BJ Penn prima dell'incontro ribadisce che ha sentito parlare di quanto è buono (come fighter) questo Fitch e vuole provarlo sul campo. Fitch risponde che non gli interessa chi si trova davanti, lui conosce il suo obiettivo e vuole perseguirlo. Un botta e risposta da film degli Studios "whotz Ammmerica".

Penn stavolta ha gli occhi più carichi. Il suo sguardo è più profondo ma, la tigre, la tigre oramai non si vede più. Forse è divenuta più coscienziosa e ciò non è così poi male.
Fitch invece si aggira come un leone in gabbia: brama che si apri il banchetto.

Appena il suono annuncia la battaglia, BJ non nasconde la sua strategia e si affida al suo Jiu Jitsu. Chiude la distanza e prova subito a portare al suolo Fitch. Niente boxe, niente finte, niente scherzetti. Ma Fitch è un osso duro e cerca subito di controvertire la strategia.
Passano i secondi e dopo giravolte attorno alla gabbia è BJ che la spunta: porta al suolo Fitch con un buon double-leg e prende immediatamente la schiena dell'avversario. Si teme che l'incontro possa concludersi qui ma Fitch, eh, non si fa chiudere così e riesce a chiudere il round lanciando anche qualche bordata dentro la guardia dell'avversario.

Il 2ndo round sembra essere la fotocopia del 1mo. E di fatto, lo è.
E' chiaro che BJ è in vantaggio e Fitch deve cambiare marcia se vuole che i giudici gli assegnino punti.
E sembra riuscirci.
Diciamo che BJ, quando costretto con la schiena a terra, non è così attivo e forse per prudenza non tenta mai un ribaltamento, una sottomissione contenendo (sul volto) le bordate lanciate da un Fitch che sa che deve rincorrere il suo avversario.

Nel 3zo round non accade molto: di fatto BJ si affida al suo Jiu Jitsu mentre Fitch cerca di punirlo in qualche modo. Quando ancora costretto con la schiena a terra, BJ mostra di nuovo i suoi "limiti" ed incassa troppo senza realmente provare tecniche risolutive.
Ecco, questa è la mia sintesi. Sciapa, scialba, senza coinvolgimento, senza patos, senza ritmo.
Non fraintendetemi, i 2 sono professionisti seri e non scherzano mica. Il match era delicato per entrambi. In realtà, tutti e 2 sentivano il peso del risultato. Ma il match mi è risultato poco passionale, soprattutto da parte di Penn che ha rischiato ben poco.
Ma la sua amarezza, nell'intendere il giudizio finale, la condivido pienamente. A mio modo di vedere, aveva il diritto alla vittoria. Ma così non è stato e credo che sia pesato più sul suo umore di quanto lo sia stato per il suo curriculum.
Fitch ha fatto il suo lavoro: onesto e verace. Certo, non è GSP....e di questo ce ne siamo accorti. Rimane comunque uno dei miei fighter preferiti. 

il match:

1 commento:

  1. Gran bell'articolo. Io credo che a bassi livelli certi verdetti ..si possono digerire ma nell'UFC..che siano piu' o meno pilotati sono molto fastidiosi. La penso come te.

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