"A me interessa il viaggio ma anche le sue diramazioni. A me interessano le sfaccettature e i dettagli. Sprofondare nell'arte suave per riemergere di una sostanza fresca, contaminata dalle opportunità del sentire "marziale". Questo è il mio personale viaggio verso la "nera", questo è il mio piccolo contributo alla comunità del Jiu Jitsu."

giovedì 10 febbraio 2011

Kettlebell experiment #1

assieme ad Aldo Baldino
E basta co sti Kettlebell! Dove ti giri trovi articoli che esaltano questo attrezzo.
Ti invitano a giocarci, a mangiarlo, lo porti in bagno, ottimo come borsetta da passeggio, te lo porti in macchina, al mare, in spiaggia, ci fai il bagno al mare, lo porti in montagna, lo porti come bagaglio a mano in aereo, ci vai ad una audizione per un posto di lavoro e fai alcuni esercizi prima di  accoppiarti....non se ne può più!

E poi, se ti ipnotizzi a vederti i tanti video che affollano Youtube sono sicuro che esclamerai, come ho fatto io: "Ma che sei matto, ti spacchi la schiena, le spalle e le ginocchia. Maddaiiii, veramente si può fare questo esercizio senza riportare danni permanenti?".
Ed infatti, non avrei neppure mai provato ad impugnare un palla di ferro se in palestra non avessi incontrato un maniaco del gesto atletico, un perfezionista della tecnica e quindi un appassionato di queste metodiche. Insomma, un professionista e non un fanatico.

Assieme ad Aldo ho già presentato alcuni esercizi di condizionamento (categoria conditioning) e quindi già avevo saggiato le sue capacità e la profonda conoscenza di una materia assai complessa. 
Ed è stato proprio lui ad incitarmi a lanciarmi in questa esperienza e lo ha fatto con tatto, senza declamare in nessun modo le qualità dell'attrezzo in questione. Un approccio sincero, sussurrato che non ha trovato resistenze.

Così, sabato mattina mi ha dedicato circa 2 ore introducendomi nel variegato uso della palla di ferro, chiamata Kettlebell.
Ora, non vi tedio con i cenni storici di tale strumento, piuttosto vi indico un link interessante catturato dal sito del mio amico Mario Civalleri: Storia dei Kettlebell.

In queste 2 ore Aldo ha preparato il mio corpo attraverso esercizi propedeutici a partire dalla corretta postura delle spalle, della schiena, delle ginocchia e dei piedi. Ha avuto un approccio "scientifico", cioè mi ha spiegato quasi entrando nel dettaglio non solo il corretto assetto ma anche il perchè tale assetto era necessario e quali muscoli avrebbe coinvolto (invece di altri).
Obiettivo: imparare uno degli esercizi pilastro e cioè lo Swing.

cintura & Swing

Come dicevo, prima di praticare tale esercizio, Aldo mi ha proposto alcune varianti senza la palla di ferro ed altri con l'ausilio di una cintura di Jiu Jitsu che ben mi hanno fatto apprendere i principi meccanici dello Swing.

Sono stati esercizi fondamentali poichè il modo di "spingere" il kettlebell è ben diverso da una semi accosciata: si spinge con le pelvi, rilassando le spalle ma contraendo l'addome.
Ma è un movimento unico che si può apprendere solo con la super visione di un esperto che ha la possibilità, e la capacità, di vederti in tutte le angolazioni del gesto atletico.

Dopo circa 1 ora di prove, simulazioni ed esercizi, siamo passati alla pratica vera e propria con l'uso del Kettlebell del peso di 12 kg.
E' stato un progredire crescente e lo riassumo in questo video:


Durante l'esecuzione dell'esercizio:
Sentivo che il movimento è balistico, dinamico. Ha un impatto notevole sulle capacità e la resistenza cardio-respitoria notevole. Probabilmente l'attenzione che si pone per poter svolgere correttametne l'esercizio crea ulteriori tensioni ma questo, a mio modo di vedere, è sicuramente positivo.
Lo Swing è uno di quegli esercizi che ti permettono di prendere coscenza con il tuo corpo saggiandone potenzialità e limiti.
Non ho mai avvertito dolori o tensioni aggiuntive nè alle spalle, nè alla schiena nè tantomeno alle ginocchia.
In pochi secondi di esercizio il battito cardiaco aumenta considerevolmente ed il vero fulcro del gesto rimane l'uso dell'anca, glutei e bicipite femorale.

Post esercizio:
Anche a distanza di oltre 24 ore non ho accusato nessun dolore nella regione lombare.
Avendo una iper-lordosi sono solitamente cauto e spesso diffidente verso alcuni esercizi. E lo Swing, se non svolto impeccabilmente, potrebbe nuocere alla salute della schiena come pochi esercizi sanno fare.
Ripeto, con mia grande meraviglia non ho accusato dolore alla schiena, alle ginocchia e alle spalle.
Il dom (dolore indolenzimento muscolare) è stato lieve ed ho recuperato in poche ore.

Dunque, sono soddisfatto alquanto dopo questa mia 1ma esperienza di Kettlebell.
Naturalmente, come tutte le esperienze, deve essere ripetuta con una certa costanza e soprattutto con l'aiuto di un esperto che ci evidenzierà posture scorrette e corrette esecuzioni.
Lo Swing incorporà il movimento core/strategico ed imparalo mi aprirà le porte per le future evoluzioni.

Naturalmente, per lo sforzo profuso e la dedizione, ringrazio Aldo che non si è mai sottratto alle domande fornendo esaurienti risposte e mostrando una gentilezza e capacità di sopportazione tipica dell'Arte Suave.

Note:

Aldo Baldino

Aldo Baldino è un fiero ed energico praticante di Jiu Jitsu.

Ha praticato diverse discipline di combattimento ma da quando ha conosciuto l'arte suave ci si dedica con perseveranza e passione.
E' un sincero appassionato di metodologia dell'allenamento e negli ultimi anni si è interessato nello specifico all'allenamento funzionale.
Ha iniziato come allenatore e preparatore atletico per praticanti di K-1 e KickBoxing e generosamente dispensa consigli a coloro che hanno il desiderio di migliorare le proprie capacità atletica.
Gli ho proposto di partecipare al mio progetto, ovvero alla realizzazione di alcuni video che possono essermi di aiuto e, perchè no, di aiuto anche a voi ed Aldo ha accettato con entusiasmo e partecipazione.

Aldo ha un proprio sito: http://www.kettlebelltrainingroma.it/

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