"A me interessa il viaggio ma anche le sue diramazioni. A me interessano le sfaccettature e i dettagli. Sprofondare nell'arte suave per riemergere di una sostanza fresca, contaminata dalle opportunità del sentire "marziale". Questo è il mio personale viaggio verso la "nera", questo è il mio piccolo contributo alla comunità del Jiu Jitsu."

domenica 6 febbraio 2011

Meglio il "chirurgo" che il "ragno"

Di nuovo la stessa operazione, ogni domenica mattina.
Mi alzo e corro ad accendere il netbook ed il fido wireless. Questo succhia bytes a Telecom che gentilmente (pago, vorrei vedere) mi dona fluidi di informazioni.
Quindi, mi catapulto su i miei link preferiti per aggiornarmi sulla main-card della 126ma edizione dell'UFC.
Non leggo i risultati, piuttosto vorrei gustarmi il match tra Anderson "Spider" Silva opposto a Vitor Belfort.

Come spesso accade, già dalla cerimonia del peso si può intuire quale intensità i 2 contendenti assumeranno durante il match ed anche questa volta la tesi è stata confermata.
Il match era sulla carta interessante.

Vitor (Viera) Belfort, brasiliano di Rio de Janeiro,  è stato un modello a cui ispirarsi quando l'UFC era ancora agli esordi, quando le categorie non esistevano e quando il controllo del doping non era neppure una ipotesi. Era veloce, spavaldo, con una boxe micidiale e supersonica. Consegui risultati eccezionali fin quando non fu severamente punito da un esordiente (nelle mma) Randy Couture proprio nell'UFC.
Belfort poi si dedicò alla scena giapponese ma consegui risultati altalenanti e fu sempre meno fenomeno di quello che sarebbe dovuto...divenire.
Non fraintendetemi: Vitor è un fighter serio, metodico, rigoroso insomma, è un professionista vero. Però, non sono mai riuscito a capire la sua vera natura. Nel senso che si è detto sempre un gran bene delle sue qualità di lottatore. In effetti, ha conseguito la cintura nera nel Jiu Jitsu, ha un'ottima preparazione di Wrestling ed ha una tecnica di boxe superiore alla media. Eppure, mi sembra che non sia mai riuscito ad esprimere la sua vera natura. Insomma, è un lottatore o uno striker? Qualcuno potrebbe asserire che è proprio questa la natura di un professionista di m.m.a. Può darsi, ma non mi convince.

Anderson (da) Silva, anche lui brasiliano di Curitiba, ha sempre mostrato la sua natura: eclettico, spavaldo, estroso, dinamico, imprevedibile, organizzato in tutti gli aspetti delle possibili distanze "marziali". Ha praticato TaeKwonDo, Capoeira, Jiu Jitsu, Muay Thai, Boxe e a questo punto credo pure che sia un esperto, che ne sò, di cucina, un fine sommelier ed un pregevole osservatore della volta celeste.

Sintetizzando: Belfort cerca rivincita personale, riscatto e colpaccio mentre Silva cerca la conferma, la sicurezza della pretesa di essere uno dei migliori mma fighter di tutti i tempi.

Ecco, il match si apre proprio così: Belfort è ben chiuso, con una guardia da boxe ermetica, solida ed un'ottima mobilità sulle gambe. Sa che deve sfruttare le poche aperture di un Silva che non ha nulla da dimostrare.
Silva invece si muove come un folletto: incrocia addirittura le gambe, manovra che farebbe inorridire qualsiasi istruttore (manco maestro) di kick, di boxe ed altre diavolerie tutta teoria e 1/2 pratica. Abbassa le braccia e sembra dire "Avanti Vitor, sei tu che mi devi rubare il titolo...avanti, vieni qui!".

Vitor rimane saldo e non abbocca ed anzi sferra un piccolo ed innocuo low-kick e successivamente un guantino colpisce in volto Silva il quale avverte un poco il colpo ma soprattutto nota che il suo avversario potrebbe acquisire una sicurezza psicologica pericolosa. Quindi Silva ingrana la marcia e lancia un middle kick che però viene prontamente intercettato da un reattivo Belfort il quale cerca di capitalizzare al volo questa opportunità scagliando al suolo l'avversario. Ma, nulla da fare: Silva sa che il match deve svolgersi in posizione eretta e riacquista immediatamente il centro della gabbia. Ecco, il match è concluso....finito, concluso. Si deve solo aspettare che......SBEEENNNGGGG, eccolo lì, un front kick sul mento di un Vitor che si spegne come una canedilina tanto chirurgico è stato il gesto atletico del buon Silva.
Appunto, ma perchè non si fa chiamare Anderson "the surgeon" Silva?

Il "chirurgo" dopo aver esultato dopo l'operazione corre ad accertarsi della salute del suo paziente, quest'ultimo ancora adagiato nell'ampio lettino della gabbia, accerchiato da primari e comprimari.
Ma sono tutti lì per lui, per il grande Anderson Silva. Per colui che esalta questo sport e per la sua capacità di mixare discipline diverse e spesso antagoniste. Un vero artista....un vero artista.

Ecco dei link interesanti:
link #1
link #2

1 commento:

  1. francamente....per quello che propone oggi l'ufc il match non mi e' dispiaciuto. Penso che la vittoria di Silva sia abbastanza fortunosa. con un front, non si mette giu' nessuno.....chissa' dove l'ha colpito. Belfort....per me e' ancora un po' titubante, ma all'altezza di Silva, che evidentemente e' molto temuto, non ricordo un match negli ultimi 2 anni circa in cui abbia "sudato". ma?!

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...