"A me interessa il viaggio ma anche le sue diramazioni. A me interessano le sfaccettature e i dettagli. Sprofondare nell'arte suave per riemergere di una sostanza fresca, contaminata dalle opportunità del sentire "marziale". Questo è il mio personale viaggio verso la "nera", questo è il mio piccolo contributo alla comunità del Jiu Jitsu."

sabato 26 marzo 2011

Piano d'attacco

Nulla di nuovo, è vero. "Repetite juvant", dicevano gli antichi latini ed io non ho alcun dubbio riguardo la bellezza di tale consiglio.

Girovagando sul net sono approdato sul sito di Dave Camarillo, cintura nera di Judo e Brazilian Jiu Jitsu, ed ho sbirciato nei post del suo blog.

In uno di questi indicava la strategia ottimale per apprendere le tecniche nel corretto modo, anzi, nel modo eccellente:
  1. Learning technique properly: Fragmenting then flowing
  2. Drilling that technique until it becomes second nature
  3. Creating threads and drilling them
  4. Live drilling specific positions
  5. Rolling

Quindi, traducendola nel nostro linguaggio:
  1. Imparare la tecnica nella forma corretta (spezzandola e poi eseguirla fluidamente)
  2. Esercitare la tecnica fino a sentirla come una seconda natura
  3. Crea delle situazioni (ove applicarla) ed esercitala
  4. Esercita la tecnica con un compagno meno collaborativo
  5. Rolling (!)
Dunque, la lezione di Jiu Jitsu potrebbe essere davvero interessante se svolta in tale modo. E' naturalmente indispensabile un compagno di allenamento di pari livello, se non superiore al nostro proprio per dare più "credibilità" al nostro impegno.
E naturalmente, questi 5 punti non sono raggiungibili in una sola seduta di allenamento. Sentire una tecnica come fosse una seconda natura, creare situazioni (anche alternative) in cui applicarla non è certo cosa spicciola e richiede percezione, disposizione, maturità.

A mio modo di vedere, e per esperienza, è un'ottima strategia che comincerà a crare nel praticante un senso di responsabilità delle proprie abilità.
Sviluppa anche una sana autocritica ed aiuta il processo creativo necessario a personalizzare un sistema, come quello del Jiu Jitsu, mai così restrittivo ove è possibile combinare, modificare e personalizzare il repertorio vastissimo dell'arte suave.

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