"A me interessa il viaggio ma anche le sue diramazioni. A me interessano le sfaccettature e i dettagli. Sprofondare nell'arte suave per riemergere di una sostanza fresca, contaminata dalle opportunità del sentire "marziale". Questo è il mio personale viaggio verso la "nera", questo è il mio piccolo contributo alla comunità del Jiu Jitsu."

martedì 29 marzo 2011

Proiezioni del futuro

Durante una simpatica occasione di dialogo avuta con un mio amico riguardo il Jiu Jitsu, mi sono domandato come avrei praticato l'arte suave quando tendini, muscoli e polmoni cederanno al peso degli anni.
Non è un esercizio facile. Ci vuole tempo e coraggio per simulare un tale evento.

Si d'accordo, molti sanno che l'uomo invecchia, perde lucidità, forza, gagliardia....lo sappiamo perchè ne abbiamo conosciuti tanti di vecchi (che amiamo chiamarli anziani per rispetto e per timore del nostro futuro), anche se in realtà non li abbiamo mai ascoltati.
A volte riteniamo costoro vittime di sè stessi, dei loro alterchi, dei loro timori, delle loro maledizioni, dei loro ricordi e quindi poco credibili ai nostri occhi.

Noi atleti, invece, siamo fatti di un'altra pasta: solida, dura, inattaccabile dagli agenti esterni, forgiati da un metallo prezioso, raro ed incredibilmente resistente.
No, noi saremo immuni dall'avvicinarsi della meta naturale dell'uomo: la morte del corpo e di tutti i nostri impegni.
Si, saremo gagliardi e pieni di testosterone fino all'ultimo giorno, desiderosi di rotolarci sul tatami con qualche baldo giovine e finalizzarlo con assoluta capacità tecnica e con una resistenza tanto da suscitare invidia al 20enne-malcapitato di turno.
Gli daremo, al giovane sottomesso alle nostre abilità, una bella pacca sulla spalla e gli diremo "Bravo, sei migliorato molto! Mi hai fatto sudare...però sai, dovresti stare attento a muoverti troppo e poi le tue uscite d'anca...blah, blah, blah". Tanto per chiarirgli che l'ego è sempre lì, acceso, vivido, perenne.
Si, mi vedo, dopo almeno 30 minuti continuati di sparring (con i miei chili deperiti) che mi propongo alcuni esercizi in sala pesi perchè, maledizione, "...questi giovani hanno qualche hanno in meno di me e devo almeno colmare un poco le lacune della mia forza funzionale".

Diversi anni fa conobbi un professore che aveva allora 60 anni. Un sincero appassionato di Judo (cintura nera) folgorato sulla via di Damasco dall'ondata travolgente del Jiu Jitsu brasiliano.
Siciliano doc, quando per lavoro giungeva a Roma mi chiamava, desideroso di allenarsi in quello che allora veniva definito Submission Grappling.
Uomo colto, un gentleman di altri tempi, un esempio di civiltà trainato da una curiosità molto più giovane dei suoi anni.
Ci allenammo diverse volte e, non me ne voglia se catturerà nel web tale post, spesso accettai il suo invito per cortesia, per educazione e per stima non certo per allenarmi nella pratica dell'arte suave.

Si vedeva: lui non mollava, ce la metteva tutta ed era anche orgoglioso di volersi cimentare con i più giovani.

Ma era anche un professore e non se ne doleva se il suo corpo non rispondeva egregiamente ai suoi comandi.

Quando lottavamo sentivo la sua fatica, il fiato mai regolare, la forza isometrica per pochi secondi, una capacità articolare limitata ed una reattività mentale lenta ed impacciata. Solo l'entusiasmo segnava punti col passare dei minuti.
Spesso ero in imbarazzo ma riuscì ad usare un poco di intelligenza, rispetto e dignità non accellerando mai i ritmi, lasciandogli lo spazio necessario per muoversi e per divertirsi.
Ho sempre nascosto con pudore quella esperienza perchè, oggi so, mi suggeriva il destino biologico dell'uomo. Intimamente, non volevo accettarlo. No, non esisteva la possibilità che io potessi arrivare a quell'età con quelle scarse capacità balistiche.
Ed ancora faccio fatica ad ammettere che il tempo scorre e lava ogni secondo dalle tue mani.

Dunque, cosa riserverà il Jiu Jitsu quando acquisiremo, oltre alle tecniche, più anni?
Il significato del Jiu Jitsu sta nelle tecniche, nello sparring, nel confronto, nelle gare, nei titoli, nella prestanza fisica, nelle acrobazie...?

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