"A me interessa il viaggio ma anche le sue diramazioni. A me interessano le sfaccettature e i dettagli. Sprofondare nell'arte suave per riemergere di una sostanza fresca, contaminata dalle opportunità del sentire "marziale". Questo è il mio personale viaggio verso la "nera", questo è il mio piccolo contributo alla comunità del Jiu Jitsu."

martedì 22 marzo 2011

Training-day: 21 marzo 2011

Stanchezza. Questo è il sunto di una lezione che non rimarrà anonima nei miei ricordi.
Stanchezza fisica e mentale. Opacità, mancanza di concentrazione, del sorriso lieve e necessario per costruire novità e partecipazione.
Ho affrontato la lezione come un peso, quasi come un obbligo. Era quasi come se dicessi "vabbè, facciamolo e basta!".

Ero come svuotato, privo di memoria.
Nessun ardore, nessun fuoco interiore.
Il fisico era comunque sorretto da una discreta capacità respiratoria ma....nient'altro.
Un vuoto che ho sentito pesante, austero, greve nel ricordarmi che l'impegno è una cosa sacra nel suo genere e che a volte, nel tentativo di onorarlo, mi rendo ridicolo.

Anche durante gli esercizi non ero concentrato e credo che ciò sia dovuto anche ad un riscaldamento approssimativo, che non mi fa entrare nel vivo della lezione, che non prepara il mio corpo e soprattutto il mio spirito, ad entrare nel vivo della lezione.

Rogo inquisizione iberica
Va bene, questo post di oggi somiglia più ad una Autodafè dove è certo il rogo dei miei intenti che una sincera analisi degli altalenanti bioritmi.

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