"A me interessa il viaggio ma anche le sue diramazioni. A me interessano le sfaccettature e i dettagli. Sprofondare nell'arte suave per riemergere di una sostanza fresca, contaminata dalle opportunità del sentire "marziale". Questo è il mio personale viaggio verso la "nera", questo è il mio piccolo contributo alla comunità del Jiu Jitsu."

sabato 5 marzo 2011

Training-day: 5 marzo 2011

Certo che è una questione di volontà. Non avevo dubbi.
Poi, scoprire quale tipo di volontà è tutta un'altra questione. Dietro la volontà, solitamente, si nasconde (o si nascondono) uno dei 7 vizi capitali.
Non mi tedierò nella ricerca di quale oggi mi abbia conquistato: è un esercizio a cui oggi non mi voglio sottoporre nè sottomettere.

Comunque, dopo aver macinato chilometri di asfalto preso da altri affanni, forse più importanti, il motore che mi ha spinto è stata questa (semplice) considerazione: il tempo vola, macina, trita. Potrebbe essere l'ultimo giorno per me?
Nulla di così apocalittico, soprattutto se prima ho succhiato capoversi da alcuni grandi del passato che ben avevano dimestichezza (almeno a parole) con questi temi.

Dunque, una volta conquistato il tatami, ho riproposto lo stesso workout di sabato scorso che ben macerò le mie zampette (gambe) di acidi e scorie metaboliche.

Riassumo l'allenamento semplificando:
  • 18 vasche di Duck-Under in movimento
  • 4 vasche di push-up in movimento (con schiaffi sul tatami)
  • 4 vasche di accosciate in movimento (tipo orango) seguite da rematori con la schiena piegata (con manubri)
  • 3 vasche di camminata a 4 zampe inversa seguite da curl alternati per le braccia (con manubri)

Poi, una pletora di triangoli  e molti esercizi di rotolamenti sulla schiena, laterali, all'indietro simulando la guardia aperta ed altre amenità similari.

La soddisfazione è stata quella di aver dato sudore ed intenzione, dinamicità e picchi di affanno.

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...