"A me interessa il viaggio ma anche le sue diramazioni. A me interessano le sfaccettature e i dettagli. Sprofondare nell'arte suave per riemergere di una sostanza fresca, contaminata dalle opportunità del sentire "marziale". Questo è il mio personale viaggio verso la "nera", questo è il mio piccolo contributo alla comunità del Jiu Jitsu."

giovedì 28 aprile 2011

Convalescenza, pazienza e trasformazione

Sono passati 9 giorni dall'operazione. Non è stato così difficile gestire anche questa emozione.
Una tappa non così traumatizzante nella vita di un essere umano ordinario come me.
Tuttavia, come ogni impegno, richiede uno sforzo.
Questo sforzo si traduce nella pazienza, nella tacita attesa di una situazione organica ideale alla ripresa di un'attività fisica ma anche di una certa accettazione di una prevedibile trasformazione del corpo.
Quest'ultimo si adatta alla nuova gestione. Risparmia energie ed alcune di esse le impiega per ristabilire una omeostasi (forse) perduta....o meglio, nuova.
I muscoli, ora meno impiegati, si appannano, si distendono. I tendini si rilassano ed alcune silenti infiammazioni, complici anche alcuni farmaci, tendono ad attenuarsi e qualcuno, con mia gioia, quasi a svanire.
Non oso pensare, qualità che successivamente dovrò constatare, quanta capacità cardio-respiratoria mi sia rimasta. Arrossisco al solo pensiero.
Una trasformazione non voluta, non desiderata, non pianificata ma tuttavia ora necessaria.

Ciò che posso educare, esercitare ed impegnare è l'uso della mia massa cerebrale.
Usare la pazienza, quella che nasce da una mistura di conoscenza ed emotività. Ma anche cercare di connetterla al mio corpo, ascoltarlo nella sua ripresa, nei suoi piccoli cambiamenti.
Posso comunque ideare un ambiente ideale dove mente e corpo lavorino in sinergia per ottimizzare i risultati da me sperati.
Così, leggo, divagandomi tra letture che ritengo impegnate ed altre più facili e forse più accessibili ai miei neuroni.
Mi video video didattici della mia pratica marziale preferita, mi riposo a sufficienza, cerco di non farmi investire dalla pesantezza (a volte solo teorica) degli affanni del mondo ordinario, mi sento musica rilassante (Coleman Hawkins) e mangio in modo che ritengo "corretto" o "funzionale", il tutto, quindi, cercando di educare il mio demone interiore.
Una ginnastica di intenzioni davvero speciale e laboriosa.

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