"A me interessa il viaggio ma anche le sue diramazioni. A me interessano le sfaccettature e i dettagli. Sprofondare nell'arte suave per riemergere di una sostanza fresca, contaminata dalle opportunità del sentire "marziale". Questo è il mio personale viaggio verso la "nera", questo è il mio piccolo contributo alla comunità del Jiu Jitsu."

giovedì 7 aprile 2011

Messaggio lanciato...siamo in attesa di raccoglierlo!

Caio Terra intervistato
Amareggiato ma di certo non sorpreso dalla denuncia. Piuttosto, sopreso dal coraggio, dall'onestà.
Caio Terra si è appena confermato campione della categoria pluma al recente campionato Pan-americano di Jiu Jitsu e viene avvicinato da un'intervistatore.

"Congratulazioni" e di risposta "Grazie. Bruno (Malfacine) è tosto stavolta però ho vinto io e blah blah blah".
Poi Caio quasi lancia una dedica "Sono venuto qui per dimostrare a tutti che la tecnica può battere gli steroidi". Ecco, la bomba è lanciata e alcuni buhhh di disapprovazione echeggiano nel palazzetto.
Ma Caio continua "Ultimamente tutti ne fanno uso e tutti dovrebbero fare il test (anti-doping). E' tempo di cominciare (a fare i test)!".
Non si ode battiti di mani. Non si odono consensi.
Il giovane Caio è deciso nel suo messaggio e forse apre una breccia tra le maglie sempre troppo strette delle realtà competitive.

Tutti ne parlano, tutti lo sanno, molti ne fanno uso, quasi tutti mentono, tutti si giustificano e tutto approvano nel nome e per l'amore del Jiu Jitsu.
Di questi benedetti (o maledetti, a seconda dei casi) steroidi sembra non essercene traccia nelle palestre. Tutti sorrisi, dieta, pesi, kettlebell, functional training, dedizione e tanto sparring.
Poi mascelle squadrate, ossa grosse e piatte, mani da Yeti, pettorali e bicipiti da culturista invadono i palazzetti e noi a guardarci in un colpevole silenzio/assenso.

La farmacologia non si ferma ai muscoli: costruisce antinfiammatori, agevola il recupero, ammorbidisce i dolori, aumenta lo sprint e la resistenza, nutre e pompa la vanità e la converte in carburante emotivo.
E qui, il concetto di guerriero si appassisce. E qui, il connubio che "Dio ha un progetto per tutti noi" diventa osceno. E qui la crescita interiore attraverso il Jiu Jitsu è spudorata menzogna.

D'accordo, è il mio punto di vista. Ma si....in fondo, non gareggio, non mi alleno come i professionisti, non sento il carico fisico ed emotivo che subiscono e non comprendo perchè dovrebbero subirlo invece che...ascoltarlo.
Comprendo invece le pulsioni di ogni essere umano poichè sono da me condivise.
La vera fiamma che ci alimenta è sempre la signora indiscussa della molta materia organica su questo pianeta, in questa piccola porzione di universo, in un braccio alla periferia della nostra galassia tra i miliardi di galassie (ipotizzate) esistenti: la vanità!

"Tutto a te dobbiamo, o nostra signora, tutto a te è dovuto, Vostra grazia. (P)rendo a te il mio pane quotidiano e fai in modo di togliermi i debiti e di avere più creditori. Rendimi vincente e di successo. Trasforma il mio avversario - qualora anche fosse mio fratello e pure in te devoto - in un perdente se ciò mi è utile. Promettimi un Paradiso di vergini e cancellami i sensi di colpa. Per questo, io ti prego e ti adoro." (personale preghiera mattutina)


Propongo qui l'invito che Caio lancia sul tatami:


E qui, la finale contro Bruno Malfacine:

Bruno Malfacine x Caio Terra 2011 Pan JJ Black... di rd1derful

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