Non ero molto in forma. Una forma di stanchezza già provata altre volte ma comunque fastidiosa.
Quella che ti mina la salute mentale, non tanto fisica.
Quella dove tu pensi una cosa e in realtà un'altra parte dell'emisfero ne pensa e ne attua un'altra. Un loop degno di nota, quello che allarma e ti ricorda che i processi mentali non sono più quelli di un 20nne.
Forse è anche divertente...
Provando alcune tecniche ho ri-scoperto la fragilità di un ginocchio che mi ricorda la sua condizione, la sua precarietà e la mancanza di tutta una parte di menisco (quello mediale) che rende a volte doloroso mettere una guardia-a-farfalla oppure sedersi sui talloni. Operazione, quest'ultima, non più possibile.
Peccato, sedersi sui talloni faceva tanto orientale...ahahahahahahahahah (auto ironia dovuta ai postumi di un pranzo proteico si, ma condito dalla birra).
La fase di sparring è stata interessante: ho provato 3 tecniche che mi ero imposto di provare ma, devo confessarlo, non mi sono più "provato" con sparring che mi fanno veramente imprecare, quelli dove il tuo avversario ti mette in difficoltà sin dai primi secondi e dove non riesci a trovare una via di fuga se non quella dove ti fa esporre ancora di più.
Quel tipo di sparring che mina la tua fiducia e le tue sicurezze. Ecco, mi devo promettere di cercarmele, di fare in modo di stare sotto pressione.
Intanto, lunedì avrò il piacere di conoscere Marcos Schubert e quindi di sentire nuovamente il profumo del Brasile e dell'autentico Jiu Jitsu.
Ad majora!

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