Marcelo Garcia mi è sempre stato simpatico. Lo vidi molti anni fa, in un Mundial dove il suo nome era ancora poco conosciuto e non era quella stella che invece oggi brilla con forza e costanza nell'universo del grappling e del Jiu Jitsu.
Il volto rilassato ed una bella guardia, unita ad una dinamicità ragionata erano il suo marchio.
Poi, quasi casualmente, arrivò all'edizione del 2003 dell'Abu Dhabi Submission Wrestling Tournament e noi avemmo modo di lanciare le nostre mandibole al suolo vedendo questo riccioluto ragazzo prendere la schiena a tutti i suoi avversari, oppure ribaltarli in una x-guard mai vista così efficace oppure mandarli a nanna. Prestazione eccellente che gli fece guadagnare il titolo di "most technical fighter" del torneo.
Quello fu il punto di svolta per Garcia. O almeno, visto il mio latente romanticismo, lo desidero credere io.
Le sue prestazioni migliorano a tal punto di divenire riferimento per un numero imprecisato di sperimentazioni balistiche: dalla x-guard, all'arm-drag, al seat-belt-grip, alla butterfly-guard, alla ten-finger-choke e chissà quante altre non citate o ancora in cantiere.
Vedendo i suoi match e collezionando i suoi video didattici, è evidente quanto egli ami il Jiu Jitsu e abbia così familiarità con i principi del Jiu Jitsu.
Egli propone versioni di alcune posizioni in modo assolutamente personale, manipolando squilibri, teorie, tattiche, fisica, cinetica e quant'altro (tanto, sono termini di cui non è che abbia io molta confidenza).
Prendi la butterfly-guard ad esempio, accidenti!
Marcelo la prende, la ispeziona, la prova con il suo team e poi sul tatami da competizione sconvolgendone alcuni principi o, meglio, rivisitandoli. Ti accorgi infatti che egli poggia i glutei a terra, non mira subito al fianco dell'avversario ed anzi cerca una pletora di arm-drag piuttosto che una presa chiamata 2-on-1 o altre diavolerie forse poco eleganti ma terribilmente efficaci, oltre che logiche e funzionali.
Insomma, non si ha dubbi nel fatto che Marcelo ci mette del suo. Come si dice: ci mette la faccia.
Egli infatti sembra essere invaso da una diabolica mistura di intelletto ed intuizione.
Qui, un semplice esempio, che non rende merito alle sue spericolate fantasie:
E allora, mi son chiesto "Ma come diavolo potrebbe essere partecipare ad una classe tenuta da Marcelo?".
Dunque, stavolta mi sono ri-fiondato sul suo sito ufficiale MG in action in cerca dell'orario dei corsi, ed ecco cosa ho trovato:
![]() |
| orario delle classi! |
Ce n'è per tutti i gusti, e per tutte le capacità!
Ma ciò che mi ha impressionato, positivamente, è la descrizione dei corsi: meticolosa, come meticoloso è l'approccio di Marcelo.
Quindi, mi immagino in una di queste classi intento a sgranare gli occhi e ad affilare le orecchie mentre Marcelo ti crea un turbinio di possibilità e ti introduce nella teoria e nella pratica del suo personale Jiu Jitsu.
Non credo sia possibile non uscirne ispirato da quelle che, a mio parere, sono delle continue "innovative" esperienze. Ammetto che la mia è una prospettiva emotiva parziale e fondata sull'immaginazione, ma anche scatenata dalla curiosità dovuta anche alla mancanza di questi personaggi di alto livello nel panorama romano del Jiu Jitsu.
E quindi, vago. E l'unico mezzo per viaggiare così veloce, colmando distanze chilometriche ed emotive, risulta essere l'uso della fantasia.
Ma giova a poco seppur mi dona ispirazione.
Ecco, ad esempio, i dettagli e le aperture in questi 2 video:
Una pletora in informazioni di cui Marcelo ne manipola la coerenza e la funzionalità:
Dovrebbe essere meraviglioso vedere Marcelo sperimentare nuove acrobazie, ideare nuove aperture, analizzare nuove possibilità e rivisitare consolidate prospettive. Dovrebbe essere meraviglioso vederle poi sperimentate sul tatami con i suoi allievi e dovrebbe essere meraviglioso veder crescere i suoi allievi ispirati dal loro Professore.
Quindi, mi immagino in una di queste classi intento a sgranare gli occhi e ad affilare le orecchie mentre Marcelo ti crea un turbinio di possibilità e ti introduce nella teoria e nella pratica del suo personale Jiu Jitsu.
Non credo sia possibile non uscirne ispirato da quelle che, a mio parere, sono delle continue "innovative" esperienze. Ammetto che la mia è una prospettiva emotiva parziale e fondata sull'immaginazione, ma anche scatenata dalla curiosità dovuta anche alla mancanza di questi personaggi di alto livello nel panorama romano del Jiu Jitsu.
E quindi, vago. E l'unico mezzo per viaggiare così veloce, colmando distanze chilometriche ed emotive, risulta essere l'uso della fantasia.
Ma giova a poco seppur mi dona ispirazione.
Ecco, ad esempio, i dettagli e le aperture in questi 2 video:
Una pletora in informazioni di cui Marcelo ne manipola la coerenza e la funzionalità:
Dovrebbe essere meraviglioso vedere Marcelo sperimentare nuove acrobazie, ideare nuove aperture, analizzare nuove possibilità e rivisitare consolidate prospettive. Dovrebbe essere meraviglioso vederle poi sperimentate sul tatami con i suoi allievi e dovrebbe essere meraviglioso veder crescere i suoi allievi ispirati dal loro Professore.
Ecco perché, a volte, provo imbarazzo quando mostro qualcosa ai ragazzi ed ecco perché molte volte mi trovo a citare i mostri espressivi di questo ingegnoso stile di grazia e di risoluzioni articolari.
E sicuramente Marcelo è un mio punto di riferimento.
Nonostante ogni tanto mi cibi di filosofia (accennata, a dire il vero) non posso non cedere oggi ai trattati del "se avessi avuto", "se fossi stato", "se mi fosse stato concesso"...
E sicuramente Marcelo è un mio punto di riferimento.
Nonostante ogni tanto mi cibi di filosofia (accennata, a dire il vero) non posso non cedere oggi ai trattati del "se avessi avuto", "se fossi stato", "se mi fosse stato concesso"...


Marcelo Garcia sara' anche un fenomeno ma se mi consenti nella mia esperienza sportiva, da tyson all'nba, non esistono fenomeni che io conosca che non si allenino come pazzi. a certi livelli il talento non basta;)
RispondiEliminasono d'accordo!
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