"A me interessa il viaggio ma anche le sue diramazioni. A me interessano le sfaccettature e i dettagli. Sprofondare nell'arte suave per riemergere di una sostanza fresca, contaminata dalle opportunità del sentire "marziale". Questo è il mio personale viaggio verso la "nera", questo è il mio piccolo contributo alla comunità del Jiu Jitsu."

martedì 8 novembre 2011

Training-day: 7 novembre 2011

Ci riproviamo, ma con una formula diversa.
Provo a dargli un nome così da poterla più facilmente identificare: Arm-Drag fever.
Suona bene, è ammerigano quindi cool e fa tanto professional. Proviamo pure nella lingua italica: la febbre di tirare il braccio. Ma si, non mi dispiace.
Dopo aver svolto una delle parti più noiose della lezione, cioè il riscaldamento, dove spesso ci troviamo a correre come dei criceti intorno ad un non-proprio-professionale tatami, decido per alcuni esercizi in coppia: sono più fruttuosi, imitano i movimenti delle tecniche, sono insoliti, coinvolgono più gruppi muscolari e quindi più impegnativi riscaldandoti più velocemente.

Ho cambiato approccio: al posto dell'allenamento settimanale propongo adesso un argomento che non può esaurirsi in una sola settimana.
E' una scelta per rendere il tutto meno monotono, meno mono-tematico e tuttavia per familiarizzare con alcuni movimenti che sono similari in diverse posizioni.

Ho iniziato, appunto, con il classico arm-drag tanto caro a Marcelo Garcia. Invece di prendere subito la schiena, puntiamo direttamente al single leg.
La variante successiva è stata una manovra tipica della libera: arm-drag to double-leg.

Ho poi proposto a terra un arm-drag dalla guardia a farfalla portando poi una specie di sumi-gaeshi al suolo.

Da questa posizione, o ricerca della tecnica, ho proposto 2 varianti legate alla non-complicità del nostro avversario. Tirando infatti all'interno il braccio avversario, il nostro busto e soprattutto il nostro volto, potrebbe rimanere all'esterno rendendomi difficile l'esecuzione della tecnica proposta in precedenza.
Così, si abbraccia l'avversario con l'aiuto dell'obi (la cinta) e lo si ribalta dal lato più debole, e cioè dove non può difendersi con il braccio.

Poi, preso dall'euforia della serata e dal consenso ho proposto un'altra variante, assumendo una posizione altrettanto cara al Marcelo brasilero: la X-Guard.
Quest'ultima l'ho trovata davvero semplice e davvero funzionale.

Per la prossima lezione, ripeteremo il tutto con più fluidità ed un pizzico di arroganza in più.

2 commenti:

  1. Molto interessante!!!!!! dove posso trovare un video esplicativo?

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  2. Molto del materiale lo puoi trovare nella serie DVD di Marcelo Garcia (http://www.groundfighter.com/Marcelo-Garcia-Series-2/) che considero una delle migliori tutt'ora sul mercato.

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