| piano degli studi |
Non ricordo l'ultima volta che mi sono immerso in questo modo nello studio delle tecniche.
Davvero...e dubito che lo abbia mai fatto con così tanta qualità soprattutto se faccio conto con la mia età anagrafica.
Qualche anno fa, qualcuno mi disse con fare risoluto queste parole "...mah, sai, oramai alla tua età hai già dato tutto. Certi movimenti non li impari più e ti devi accontentare di quello che hai appreso.".
Il mio carattere rifiutò tali parole che di fatto si coloravano come una sentenza; la mia filosofia ripudiava un approccio così infondato e timoroso del nuovo.
Da quel momento decisi che avrei dovuto fare qualcosa per ritrovare entusiasmo negli allenamenti e cercare di riscoprire se avevo ancora potenzialità da sviluppare e di cui gioire.
Così, in questi 3 giorni ho tirato giù un piccolo programma per poter riavvivare alcune tecniche che avevo messo nella cantina neuronale, nascosta nei muscoli e celata ai tendini.
Lo scopo era quello di rivedere la guarda a ragno e di condirla con particolari e con esperienza avvalendomi dei numerosi video didattici che offrono diversi spunti, spesso contrastanti.
27 dicembre: Grazie all'aiuto di Eneia (Enea), ho potuto sondare alcuni aspetti e mettere l'accento su movimenti essenziali e strategici sperimentando solo 6 tecniche dell'immenso arsenale che promette tale guardia.
Alla fine della lezione ci siamo escoriati in rounds da 6 minuti ciascuno, sforzandoci di sperimentare la guardia a ragno e cercando fluidità, rapidità e forma fisica.
Come di consueto, gli ultimi 30 minuti li abbiamo riservati allo sparring, comunque gagliardo dove nessuno regalava nulla all'avversario, se non solo alcuni attimi di indecisione.
29 dicembre: Nel 3zo giorno, ci siamo ritrovati alle 10:30 di mattina, e personalmente ancora non avevo del tutto smaltito la sbornia dell'impegno e delle cene voluttuose sotto le feste di fine d'anno.
Comunque sia, abbiamo ripassati gli esercizi del giorno precedente ed ho proposto, in virtù del suggerimento di Fabio, 2 esercizi di coppia, una dalla guardia aperta ed uno dalla posizione della monta.
L'accento era quello spostato sulla fluidità e sulla scioltezza del movimento tenendo poi conto dei numerosi particolari che anche Enea e Fabio dovevano assimilare.
In effetti, il praticante di Jiu Jitsu somiglia sempre più ad un batterista: deve pretendere di guidare i suoi arti in un moto indipendente gli uni dagli altri e tuttavia suonare una unica armonia.
Soliti rounds da 6 minuti ciascuno, intervallati da piccole abrasioni che non hanno però spezzato il ritmo, ci han regalato sudore e soddisfazioni per un allenamento che ci siamo detti assolutamente da ripetere.
Naturalmente, per quanto mi riguarda, non sono stati sufficienti a ripassare alcuni movimenti che mi ero prefissato, tuttavia ho apprezzato il mio impegno e l'esperienza che ne ho tratto mi ha fatto ben sperare nell'utilizzo di questa strategia di allenamento, per nulla rivoluzionare ma che necessita dei suoi tempi.
Con le dita rosse e doloranti e con un ginocchio destro privo di dolori (era da mesi che che avvertivo sempre puncicate strane), sono assai soddisfatto e sono pronto per una mini-vacanza tutta paesaggi, cibo e vino.
Qualche anno fa, qualcuno mi disse con fare risoluto queste parole "...mah, sai, oramai alla tua età hai già dato tutto. Certi movimenti non li impari più e ti devi accontentare di quello che hai appreso.".
Il mio carattere rifiutò tali parole che di fatto si coloravano come una sentenza; la mia filosofia ripudiava un approccio così infondato e timoroso del nuovo.
Da quel momento decisi che avrei dovuto fare qualcosa per ritrovare entusiasmo negli allenamenti e cercare di riscoprire se avevo ancora potenzialità da sviluppare e di cui gioire.
| riscaldamento |
| riscaldamento & movimento |
27 dicembre: Grazie all'aiuto di Eneia (Enea), ho potuto sondare alcuni aspetti e mettere l'accento su movimenti essenziali e strategici sperimentando solo 6 tecniche dell'immenso arsenale che promette tale guardia.
Alla fine della lezione ci siamo escoriati in rounds da 6 minuti ciascuno, sforzandoci di sperimentare la guardia a ragno e cercando fluidità, rapidità e forma fisica.
| alcune fasi dello sparring con Enea |
| per la chiave al braccio |
Ci siamo divertiti e molto impegnati, tenendo un ritmo comunque alto, pieno di tecnica e battiti cardiaci.
| Fabio (a terra) punta la sua ragnatela |
28 dicembre: Nel 2ndo giorno ci siamo avvalsi dell'entusiasmo di Fabio il quale ha partecipato volentieri a questi esperimenti e mi ha suggerito un approccio del riscaldamento più funzionale: esercizi di coppia che simulano le tecniche. La ripetizione di questi non solo attivano meccaniche e memorie ma dimezzano anche la preparazione atletica, troppo spesso isolata di alcuni movimenti non dico inutili, ma ridondanti.
Ne abbiamo quindi provati alcuni ed ho rispolverato la memoria apprezzando un lavoro troppo spesso dimenticato.| dopo averlo studiato con molta "passione", cerco di piazzare il crocifisso dappertutto! |
29 dicembre: Nel 3zo giorno, ci siamo ritrovati alle 10:30 di mattina, e personalmente ancora non avevo del tutto smaltito la sbornia dell'impegno e delle cene voluttuose sotto le feste di fine d'anno.
Comunque sia, abbiamo ripassati gli esercizi del giorno precedente ed ho proposto, in virtù del suggerimento di Fabio, 2 esercizi di coppia, una dalla guardia aperta ed uno dalla posizione della monta.
| esercizio per la chiave al braccio dalla posizione di monta |
In effetti, il praticante di Jiu Jitsu somiglia sempre più ad un batterista: deve pretendere di guidare i suoi arti in un moto indipendente gli uni dagli altri e tuttavia suonare una unica armonia.
Soliti rounds da 6 minuti ciascuno, intervallati da piccole abrasioni che non hanno però spezzato il ritmo, ci han regalato sudore e soddisfazioni per un allenamento che ci siamo detti assolutamente da ripetere.
Naturalmente, per quanto mi riguarda, non sono stati sufficienti a ripassare alcuni movimenti che mi ero prefissato, tuttavia ho apprezzato il mio impegno e l'esperienza che ne ho tratto mi ha fatto ben sperare nell'utilizzo di questa strategia di allenamento, per nulla rivoluzionare ma che necessita dei suoi tempi.
Con le dita rosse e doloranti e con un ginocchio destro privo di dolori (era da mesi che che avvertivo sempre puncicate strane), sono assai soddisfatto e sono pronto per una mini-vacanza tutta paesaggi, cibo e vino.
concordo in pieno
RispondiElimina