| bagno di Sole e di Filosofia |
Il mese di dicembre per i romani del tardo romano impero era un mese simbolico, non privo di rituali e di significati profondi.
Rituali e ricorrenze mutuate dalle tradizioni delle moltitudini delle etnie che l'Impero poteva vantare.
Prima ancora quindi della nascita (data incerta) del Gesù cristiano, l'uomo esprimeva l'intima empatia con i fenomeni del cosmo, e quindi anche della terra, tramite feste, sfilate, sacrifici e celebrazioni.
Una di queste, era il Sol Invictus, anzi, precisamente il Deus Sol Invictus, il Dio Sole invitto, cioè, il Dio Sole mai-vinto, invincibile.
Documenti e tradizioni ci rivelano che essa veniva celebrata tra la notte del 24 dicembre e la mattina del 25 dicembre ed era inoltre legata al Solstizio d'inverno.
Naturalmente, è lecito pensare che il culto del Sole non sia di esclusiva dei romani: il Sole è infatti ritenuto fonte di vita, di luce, di calore, di bellezza, di rinascita, di vigore e forza.
Le tenebre dominano i ritmi circadiani dell'uomo, del mondo animale e le rigogliose possibilità dei frutti della terra così come la luce e l'uomo comprese, con l'esperienza, che verso la fine del mese di dicembre le ore di luce cominceranno di nuovo ad essere più numerose e sempre più vigorose.
La luce che rinasce si batte con le tenebre, vincendole per potenza ed estensione. Come fiorisce la natura, così lo spirito dell'uomo riceveva nuova linfa.
In questa assolata giornata del 26 dicembre del 2011, ho preferito rendere omaggio a questa tradizione concedendomi un bagno di frequenze solari sfogliandomi di una inutile maglietta di cotone e cedendo alle lusinghe della luce.
Sul terrazzo, su un ipotetico 7mo piano, ho accompagnato le mie riflessioni con una buona lettura e la giusta disposizione di chi cerca "la vera gioia".
"Sono pochi quelli che decidono saggiamente su se stessi e sulle proprie cose,. Tutti gli altri, a somiglianza degli oggetti che galleggiano nei fiumi,, non vanno da sé, ma sono trasportati. Alcuni, dove la corrente è più lenta, sono spinti mollemente; altri sono travolti dalla corrente più rapida; altri sono depositati vicino alla riva, dove la corrente si affievolisce; altri infine sono scagliati in mare con moto impetuoso. Dunque, dobbiamo stabilire ciò che vogliamo ed essere perseveranti nella decisione presa." (Lucio Anneo Seneca)
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