"A me interessa il viaggio ma anche le sue diramazioni. A me interessano le sfaccettature e i dettagli. Sprofondare nell'arte suave per riemergere di una sostanza fresca, contaminata dalle opportunità del sentire "marziale". Questo è il mio personale viaggio verso la "nera", questo è il mio piccolo contributo alla comunità del Jiu Jitsu."

mercoledì 22 febbraio 2012

Più impegnativo

Le ore spesso passano veloci, sia nei momenti di pausa sia in quei momenti in cui siamo coinvolti in attività sempre più frenetiche, urgenti.
Questa avventura di insegnare, a cui sto dando in questo momento della mia vita un significato pieno e particolare, mi assorbe nei pensieri e nelle articolazioni.
Mi è quindi difficile impegnarmi, almeno come vorrei, su questo blog che dal principio nasce come un esperimento di integrazione tra il mondo del tatami ed il mondo "ordinario".

Non ci sono momenti nella giornata che non passi a studiare, a cercare e ripassare - seppur mentalmente - un possibile programma, un aspetto didattico che possa migliorare il mio Jiu Jitsu ma soprattutto la qualità dell'insegnamento.
E più passa il tempo più mi accorgo che insegnare rappresenta una sfida al senso della responsabilità, dell'indipendenza, dell'azione e della professionalità: insomma, un'attività a tempo pieno che richiederebbe forze disponibili al 100% e non ritagli di tempo, scippati qua e la.

E tali forze non possono solo scaturire da giovani articolazioni o dalla disponibilità delle lancette ma sempre di più devo attingerne da quelle cisterne di interiorità che custodiscono le mie esperienze, le mie vedute, le mie aspettative e dunque anche i miei imbarazzi.
Sono conscio, e spero in modo veritiero, che le mie vedute son limitate sia nel tempo che nello spazio perciò spesso mi bagno con il suono della carta stampata, quella che raccoglie i testi di alcuni esseri che sono stati , anche nel vissuto, straordinari.

Spesso mi consolano o mi tolgono di impaccio oppure mi donano forza nel prendere alcune decisioni che ritengo in quel momento importanti. Importanti lo sono comunque per chi davvero vuol "crescere"; ogni azione/decisione comporterà una serie di risultati/circostanze che potrebbero influire sulla vita emotiva di molte persone, oltre della qualità della propria vita.
Ed insegnare rientra perfettamente tra queste possibilità di "intervento" nella vita umana. E' per questa convinzione che spesso sono chiamato ad una decisione, ad un comportamento che non può trascendere dal modo o dalla direzione cui tento di dare a questo scorcio di vita terrestre.

Guidato da questo "senso" tento di camminare con il supporto di questa veduta: "agire rettamente non avendo paura di nessuno, all'infuori di me stesso".
Tale modo di agire, naturalmente, non prevede la perfezione ma tutto l'agire per il perfettibile, una continua ricerca dell'equilibrio posturale, proprio come lo si fa ogni qualvolta si poggia un solo piede al suolo: camminare è un esperimento costante!

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