"A me interessa il viaggio ma anche le sue diramazioni. A me interessano le sfaccettature e i dettagli. Sprofondare nell'arte suave per riemergere di una sostanza fresca, contaminata dalle opportunità del sentire "marziale". Questo è il mio personale viaggio verso la "nera", questo è il mio piccolo contributo alla comunità del Jiu Jitsu."

lunedì 15 ottobre 2012

Il fine dell'arte suave

la locandina
"The METAMORIS Show was Amazing!!!! No points ,no advantages no BS! Last fight of the Night Roger VS Buchecha , what a fight...." John Machado

Metamoris è stato un evento annunciato come il vero ritorno alle origini delle finalità del Jiu Jitsu: sottomettere l'avversario.
Sui social network ha avuto una risonanza mediatica davvero notevole e credo che la filosofia degli organizzatori abbia eccitato molti dei quali credono, come me, che il Jiu Jitsu sportivo stia divenendo troppo specializzato,troppo muscolare, acrobatico e contorto nella fase dell'assegnazione dei punteggi.

Sia chiaro: non sono contro la manifestazione sportiva dell'arte suave. Essa ci regala pregevoli incontri e spunti meravigliosi poiché, e ciò accade in tutte le arti, le situazioni e le regole inducono evoluzioni proprio in base ad esse.
Ma quando queste minano una delle finalità per cui il sistema/arte del Jiu Jitsu è stata modellata, ovvero la propria sopravvivenza e la finalizzazione dell'avversario, allora le regole hanno prevaricato sul sistema stesso.

L'esperienza METAMORIS ci ha regalato meravigliosi spunti. Nella mia modestia, e senza spingermi in una analisi così accurata, vorrei elencarne alcuni.

Il 1mo pensiero è quello che sempre più soggetti cercano di recuperare il messaggio per il quale la famiglia Gracie si è battuta e si sta battendo: meno Jiu Jitsu sportivo e più Jiu Jitsu praticato come arte marziale. E' un sentire condiviso da molti della comunità del Jiu Jitsu ed è una voce con un timbro sempre più forte, sempre più importante.

Il 2ndo pensiero è che molti atleti professionisti hanno accettato la sfida, accettando un regolamento davvero semplice nella sua lettura e nella sua applicazione (per saperne di più: http://www.metamoris.com/rules). Questo atteggiamento, seppur viatico per pubblicizzare la propria accademia o guadagnare denaro, fa ben sperare che in futuro altri blasonati atleti (professionisti) accettino la sfida.

Il 3zo pensiero è quello che, diamine, si può fare! Considerazioni quali "Non sarà affascinante, è troppo lungo il round, le persone sugli spalti non apprezzerebbero e gli atleti ancor meno" si è rivelata una gigantesca truffa intellettuale. E qui potrei elencare altri 2 sotto-pensieri a riguardo. Il 1mo è che si potrebbero organizzare eventi come questo estendendo il numero di partecipanti e chiamando i soli professionisti e magari facendo delle selezioni per le finali; il 2ndo, legato al 1mo, è che personalmente si potrebbe facilmente educare ogni praticante di Jiu Jitsu a questo regolamento, a questo modo di interpretare tecnicamente un match poiché è il metodo con cui tutti noi abbiamo approcciato al Jiu Jitsu e cioè quello di resistere ai tentativi di sottomissione del nostro compagno di allenamento per poi ricambiare con la stesa moneta; per noi era importante ascoltare il tap-tap, il suono della mano sul tatami o sul nostro kimono. Ed è lo stesso atteggiamento che oggi le cinture bianche, ignare dei regolamenti, apprendono per induzione ed osmosi.
E' infatti imbarazzante saper leggere il gesto sportivo degli atleti in questo torneo: le portate a terra sono funzionali per consolidare una posizione favorevole, il passaggio di guardia anche ma soprattutto è fondamentale ricercare con attenzione la possibilità di sottomettere senza essere a sottomessi. E' chiaro, semplice, intuitivo e forse imbarazzante. Gli atleti sembra si siano impegnati ma anche divertiti molto e noi con loro! I nostri occhi non erano divisi tra il tatami e il tabellone dei punteggi; non dovevamo interpretare le azioni ed assegnargli il punto dovuto. Eravamo lì, concentrati sui gesti senza aver bisogno delle dita per contare: m-e-r-a-v-i-g-l-i-o-s-o!
Pochi berimboli, pochi sederi già piantati a terra e pochi sguardi persi degli atleti: m-e-r-a-v-i-g-l-i-o-s-o!

4to pensiero: sarei felice che l'egemonia dell'IBJJF fosse un poco ridimensionata a favore di altre realtà che propongono un Jiu Jitsu competitivo più simile allo spirito del Jiu Jitsu, ove i regolamenti siano condivisi e leggibili sotto ogni angolatura. La RICKSON GRACIE CUP è un'alternativa affermata ma anche qui in Italia abbiamo avuto delle piacevoli iniziative che hanno avuto una buona risonanza come il Lutador de elite ed il Torneo Sagittarius. Insomma, non è utopia, si può fare, si può recuperare lo spirito che, ahimè, in molti crediamo sia contaminato. I Gracie ne sarebbero felici e forse anche la maggioranza di noi.
Ma questo, è solo il mio pensiero.

Nella rete ho già pescato alcuni match dell'evento:








Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...