"A me interessa il viaggio ma anche le sue diramazioni. A me interessano le sfaccettature e i dettagli. Sprofondare nell'arte suave per riemergere di una sostanza fresca, contaminata dalle opportunità del sentire "marziale". Questo è il mio personale viaggio verso la "nera", questo è il mio piccolo contributo alla comunità del Jiu Jitsu."

domenica 10 novembre 2013

Ci sono...ancora

Zanshin
Secondi, minuti, ore, giorni, settimane e anni. Stagioni e con esse le emozioni, passano, s'intrecciano e si dispiegano nella memoria.
Il tatami ne accoglie e raccoglie molte di queste.
In attimi dove la mia mente è quieta, rivivo gli episodi salienti di questi anni e mi trovo ancora pronto a scommettere su me stesso contando però le molte ferite - fisiche ed emotive- che ho dovuto affrontare e a cui ho dovuto trovare la migliore soluzione.
E mi accorgo che è stato tutto formativo, utile, essenziale.


Ho avuto modo di conoscere persone, atteggiamenti e diversi punti di vista. Alcuni li ho condivisi, altri un poco meno, altri li ho rifiutati.
Ho cercato di farlo con una interiore dignità e sobrietà; ciò non è sempre garanzia di miglior azione o risultato, ma ciò è l'unico stato che posso garantire: la responsabilità verso me stesso.

Ho riscoperto la gioia dell'apprendimento, quella costante sorpresa ed ostinazione nell'imparare meccanismi, teorie, tecniche e dettagli che condiscono l'arte suave.
Ho apprezzato ed apprezzo ila disposizione alla pazienza. alla costanza e alla dedizione ogni volta che salgo sul tatami per insegnare ciò che ho appreso e ciò che apprenderò.
Ho apprezzato ed apprezzo ciò che gli allievi mi dimostrano: cortesia, correttezza, fiducia, simpatia e spesso empatia. Sono loro grato non perché mi diano più importanza di quanto meriti ma perché loro sono funzionali alla via che sto intraprendendo.

Sono contento per la passione che ci pervade quando invasi dalle zanzare o intorpiditi dal freddo ci lamentiamo ma mai desistiamo. Sono contento quando ci presentiamo sul tatami quando potremmo trovare altre considerevoli motivi per sdraiarci sui divani delle nostre apologie.

Sono contento per chi trova una sua strada e non vuole imporla; sono contento di non condividerla con chi apprezza altri orizzonti ed usa altre lenti: gli sarei d'impaccio qualora non d'intralcio.

Una delle meraviglie di divenire adulti è quello di avere la possibilità di rileggere le diverse pagine che ho avuto l'opportunità di sfogliare e trovarne significati più profondi...o forse più semplici ma intimamente più preparato ad accettarli.
E dunque, nel presente, avere la capacità di adattarsi agli eventi coerentemente con le proprie visioni o aspettative. La coerenza non deve divenire una malattia né una rigidità. Ma non per questo dovrei cedere alla semplice mediocrità.

Mi spaventa più che io non abbia la possibilità di vivere con gioia che collezionare cose o emozioni o demandare ad altri la mia "ricerca della felicità".

Dunque, ancora ci sono. Sul tatami posso trovarvi e ritrovarmi.

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