"A me interessa il viaggio ma anche le sue diramazioni. A me interessano le sfaccettature e i dettagli. Sprofondare nell'arte suave per riemergere di una sostanza fresca, contaminata dalle opportunità del sentire "marziale". Questo è il mio personale viaggio verso la "nera", questo è il mio piccolo contributo alla comunità del Jiu Jitsu."

martedì 3 dicembre 2013

Nulla cambia...tutto ricomincia

Improvviso e in quel momento inaspettato, il riconoscimento come faixa preta mi ha investito come un trattore, seppur la traiettoria non era così sconosciuta.
Dunque, nulla cambia poiché tutto ricomincia: la passione non tentenna, le responsabilità è la stessa.

Il peso specifico è di certo più alto di una cintura di un colore appena sotto quella conquistata ma ho la consapevolezza di avere le capacità di sostenerla. Proprio come sosteniamo le nostre - sempre precarie - volontà.

Come appressi da un bel video catturato su youtube, il quale mi fulminò per la sua semplicità, il colore della cintura che porteremo per più anni sarà sicuramente il nero. Dunque, la faixa preta non rappresenta un traguardo, ma un passaggio, una tappa nella quale non ci si ferma per riprendere fiato. Semmai, ci aiuta a calibrar meglio il miracolo del respiro.

Essere una cintura nera ci qualifica per l'esperienza, per la passione, per la capacità di sopportare il dolore, le giornate uggiose, quelle fredde e quelle troppo calde, gli infortuni e i numerosi intervalli e gli immancabili imbarazzi accumulati nei rapporti personali e interpersonali.
Si scopre tolleranza e fermezza, il passo claudicante e quello che si ricarica ad ogni intuizione.

La volontà come volano. E per volontà intendo la possibilità di una "filosofia pratica", una filosofia vissuta non solo idealizzata. Ambizioso, certo, ma non meno importante di piazzare una chiave al braccio al momento giusto.

Quanta vita è circolata sin qui, sino al momento in cui mi è stata legata la cintura nera su questi fianchi? Tanta, tanta quanta è opportuno selezionare oramai i ricordi.
Tanta da poter beneficiare dei giudizi a posteriori e attraverso questi deliziarsi di tutte le difficoltà, le gioie e le numerose "anime" che ho frequentato in questi lunghi anni.
Amici, conoscenti, incomprensioni, sodalizi, empatie ed affinità hanno condito e scandito ritmi e tensioni.
E sono consapevole che ognuno di questi non dico siano stati necessari (peccherei nell'esercizio di vanità) ma certamente utili a smuovere traiettorie spesso sopite e troppo latenti.

Non solo potrei citare i tanti nomi che sono orbitati nel piccolo mio pianeta ma dovrei esser bravo anche a citare momenti salienti e decisivi: difficile e troppo rumoroso.

Solo 2 nomi: Freddy Linhares e Octavio Couto. Questi hanno reso possibile questo riconoscimento, questo sforzo di intenzioni manifesto ora nel colore più scuro di questa cintura. Non posso che dedicargli un sincero inchino: Osu!

La borsa è già pronta per domani, non manca nulla...nulla cambia, tutto ricomincia!

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